{"id":255,"date":"2014-05-06T17:29:28","date_gmt":"2014-05-06T17:29:28","guid":{"rendered":"http:\/\/micheleanelli.org\/?p=255"},"modified":"2014-10-21T16:50:18","modified_gmt":"2014-10-21T16:50:18","slug":"recensioni-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/micheleanelli.org\/?p=255","title":{"rendered":"Recensioni"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><a href=\"http:\/\/www.rockit.it\/recensione\/24968\/micheleanelli-michele-anelli-e-chemako\" target=\"_blank\">http:\/\/www.rockit.it\/recensione\/24968\/micheleanelli-michele-anelli-e-chemako<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><span class=\"data\">20\/10\/2014<\/span> di\u00a0 <span class=\"nome\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #0066cc;\">Angela Filippi<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"content-rece\">\n<p>Non mi soffermo a dire quali siano le influenze o a parlare di come sia nato questo lavoro e di chi abbia avuto la brillante idea. Certo l\u2019unione di Michele Anelli con i Chemako ha portato ad un bellissimo risultato, ad una produzione senza dubbio eccellente. Ma il punto questa volta \u00e8 un altro: mi ha emozionato, sul serio, mi ha toccato nel profondo. Non credo sia una coincidenza il fatto che l\u2019abbia ascoltato proprio ora che sto per intraprendere un lungo viaggio ed un nuovo cammino.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio di questo che Michele parla, del cammino che tutti i giorni si affronta, dalla mattina quando ci alziamo dal letto alla sera quando ci ritorniamo, dei sacrifici e del sudore che lasciamo per strada, dei sorrisi e delle lacrime di chi incontriamo. Ci dimostra e ci fa ricordare quanto coraggio possiamo avere (\u201c<em>innamorarsi del futuro vuol dire rischiare qualcosa<\/em>\u201d da \u201cLa scelta di Bianca\u201d), anche nelle piccole cose, di quanto possiamo camminare a testa alta e \u00a0di quanto tutti noi e tutte le nostre storie siano importanti, anche se si tratta di ricerche e di scelte agli occhi degli altri difficili da comprendere. Nel suo album si parla di noi, tutti, nessuno escluso. Un insieme di racconti e di ballate in diverso stile, da erede di <strong><a href=\"http:\/\/www.luciobattisti.co.nr\/\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #0066cc;\">Battisti<\/span><\/span><\/a><\/strong>, in chiave soul. \u00c8 un lavoro eclettico, \u00e8 la sua storia personale, \u00e8 la nostra storia, la storia di chi ha incontrato nel suo cammino, di chi c\u2019\u00e8 ancora e di chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Possiamo rispecchiarci nei suoi brani, ci possiamo riconoscere, possiamo fermarci a riflettere sulle nostre scelte passate e possiamo pensare al futuro, consapevoli di poterlo affrontare e carichi di un bagaglio che non diventer\u00e0 mai vecchio e che mai ci lascer\u00e0. Ci possiamo commuovere mentre lo ascoltiamo guardando l&#8217;oceano.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>Michele Anelli &amp; Chemako &#8211; <a title=\"Recensione di Marco Denti\" href=\"http:\/\/highwayitaly.blogspot.it\/2014\/03\/michele-anelli-chemako.html\" target=\"_blank\">http:\/\/highwayitaly.blogspot.it\/2014\/03\/michele-anelli-chemako.html<\/a><\/p><\/blockquote>\n<div style=\"text-align: justify;\">Michele Anelli \u00e8 stato un pioniere sempre in anticipo sui tempi. Aveva capito la lezione springsteeniana, i temi e le storie pi\u00f9 che la musica, prima di tutti e ne aveva riproposto con i Groovers una sua personale e convincente versione. Ha cambiato rotta, non senza un certo coraggio, ispirato dalle forme mutevoli dei Wilco e nello stesso tempo ha lavorato a lungo sulle canzoni popolari italiane, ancora una volta, qualche anno prima che diventassero d\u2019obbligo. Quello che gli mancava era un passo che rispondesse al suo profilo e l\u2019ha fatto collaborando con i Chemako: il sound del disco \u00e8 loro, solido, compatto, elettrico, essenziale, senza fronzoli. La storia, le storie che ci sono dentro \u00e8 quanto di pi\u00f9 personale abbia prodotto Michele Anelli: dall\u2019intensa\u00a0<i>Ballata contro il tempo<\/i> a <i>Sono sempre nei guai<\/i>, una pop song pi\u00f9 o meno perfetta, tutto lo spettro delle sue perlustrazioni sonore \u00e8 ben rappresentato dall\u2019uniforme interpretazione dei Chemako e dall\u2019indomita volont\u00e0 di mettersi di nuovo in gioco. Con canzoni che sono sentiti ritagli autobiografici (<i>La strada di mio padre<\/i>), suggestive istantanee (<i>Lettera dal finestrino<\/i>) o frammenti di vocabolari, sempre attuali, ormai digeriti a lungo (<i>Resister\u00f2<\/i>, <i>Uomini e polvere<\/i>, <i>Sparare cantando<\/i>). Al di l\u00e0 dei temi, le canzoni s\u2019incastrano una nell\u2019altra nel definire il nuovo volto di un protagonista della musica italiana che \u00e8 stato capace di non restare fermo e di rinnovarsi in modo radicale, anche dopo anni e anni di incessanti tentativi e ricerche. Non ne esistono tanti altri.<\/div>\n<div>(Marco Denti)<\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div style=\"text-align: justify;\">BUSCADERO &#8211; Aprile 2014 &#8211; di Gianni Zuretti<\/div>\n<\/blockquote>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I CHEMAKO di Gianfranco Scala, dopo tanto blues, stanno cercando una nuova strada, o forse \u00e8 meglio dire che amano sperimentare, e probabilmente questo \u00e8 il percorso che la musica contemporanea deve percorrere per impedirle di finire nell\u2019oblio della reiterazione di se stessa; <\/span><b><span style=\"color: #000000;\">Michele Anelli<\/span><\/b><span style=\"color: #000000;\">, per vent\u2019anni front man dei Groovers, rock band dall\u2019imprinting springsteeniano, quando non era ancora lo standard modaiolo su cui pare ormai cimentarsi, sta riposizionando la propria scrittura verso territori per lui inesplorati, quelli del rock italiano d\u2019autore. Le due anime si sono incontrate per questo disco omonimo, due realt\u00e0 apparentemente abbastanza lontane tra loro che trovano la sintesi perfetta per un disco dal sapore inatteso che suscita, fin dal primo ascolto, una curiosit\u00e0 imprevista. Le canzoni sono maledettamente buone, i testi in italiano sono di spessore, gli arrangiamenti avvincenti, a tratti davvero entusiasmanti, poggiano su una sezione ritmica, Bertolotti (drums), Re e spampinato (bass), navigata, fantasiosa e piaciona, le chitarre di Scala e anelli girano a mille con grinta e \u201cvariet\u00e0 floreale\u201d costituita da riff e soli pregevoli ai quali French ci ha ormai abituato. La voce di Michele sorprende in quanto, costretta a modularsi per piegare l\u2019idioma ed adattarlo alla metrica di un rock stradaiolo, sa trasformare alcuni limiti di potenza, che potrebbero normalmente rappresentare un gap, in un asso nella manica; praticamente sta a met\u00e0 tra Battisti e Young e strofa dopo strofa diventa una compagna di viaggio davvero piacevole. <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Io lavoro per i tuoi sogni<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">, ha l\u2019andamento rotolante e rimbalzante di una ballata rock Younghiana, con tanto di coda chitarristica acida e sferzante, <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">La scelta di Bianca <\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00e8 la pi\u00f9 cantautoriale del lotto, si presenta armonica e leggera come una piuma, vede la presenza di un compagno di mole battaglie Evasio Muraro, ai cori anche in altri brani, e di Lakeetra Knowles alla strofa in inglese, sono superbi i ricami di French all\u2019elettrica. <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Vorrei vederti libera <\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">richiama Battisti mentre <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Ballata contro il tempo<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> \u00e8 un brano intenso \u201c\u2026<\/span><i><span style=\"color: #000000;\">alzo i pugni contro il tempo per chi come noi tempo non ha\u2026\u201d<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">, un inno amaro sul tempo perduto che per\u00f2 alla fine apre alla speranza di un tempo ritrovato, questo \u00e8 forse il punto pi\u00f9 alto di scrittura del disco. Ma ci sono altre frecce nell\u2019arco della band come le rock song <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Sono sempre nei guai<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> e <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Uomi e polvere<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">. In conclusione questo \u00e8 un buon album di rock d\u2019autore italiano con cui non sappiamo se Michele Anelli inaugura un nuovo percorso oppure se, pi\u00f9 semplicemente, si \u00e8 preso il tempo per una gita nelle campagne che portano a Pavia per incontrare nuovi amici, fatto sta che il sodalizio con i Chemako pare funzionare davvero bene.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele Anelli &amp; Chemako &#8211; <a href=\"http:\/\/www.rootshighway.it\/italy\/anelli.htm\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #970505;\">http:\/\/www.rootshighway.it\/italy\/anelli.htm<\/span><\/span><\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">In tempi non sospetti &#8211; e anche parecchio pionieristici &#8211; i Groovers hanno solcato\u00a0 il terreno della canzone roots rock americana, in qualche modo anticipando o facendo\u00a0 strada a quella scena che oggi ci piace orgogliosamente pensare di avere in parte\u00a0 alimentato su queste pagine. Di quell&#8217;esperienza le canzoni e la figura di<b> Michele Anelli<\/b> hanno sempre rappresentato il punto di riferimento principale,\u00a0 tanto che, chiusa la storia del gruppo quattro anni fa con un progressivo mutamento\u00a0 nel loro sound (gli ultimi lavori avevano abbracciato una attitudine pi\u00f9 &#8220;indie\u00a0 rock &#8221; in certe soluzioni), era lecito attendersi da lui una mossa nuova, che\u00a0 potesse ripartire da zero. <i><b><\/b><\/i><\/div>\n<p>Michele Anelli &amp; Chemako \u00e8 la\u00a0 risposta e pare di poter dire convincente, anche se fattibile di ulteriori aggiustamenti\u00a0 di rotta. Innanzi tutto perch\u00e9 con coraggio prova a scoprirsi con la lingua italiana\u00a0 (terreno comunque non inedito per Anelli, che lo aveva affrontato nelle sue nuemrose\u00a0 indagini sui canti di Resistenza), insidioso cambio per chi per tanto tempo ha\u00a0 pensato e scritto in inglese, in secondo luogo perch\u00e9 sancisce l&#8217;incontro artistico\u00a0 con il combo dei Chemako, la cui esperienza in campo rock blues e di roots music\u00a0 (con Fabrizio Poggi e titolari di un interessante album omonimo) tiene insieme\u00a0 i fili con il passato e allo stesso tempo offre una nuova chiave di lettura al\u00a0 repertorio di Michele Anelli. La mescolanza cos\u00ec di rock&#8217;n&#8217;roll tradizionalista,\u00a0 ballate d&#8217;autore e persino un briciolo di soul tra le righe (anche abbastanza\u00a0 evidente in episodi come <span style=\"color: #006666;\"><i>Marylin<\/i><\/span> e <i>Resister\u00f2<\/i>)\u00a0 ha sortito un discreto effetto sulla musica di Anelli, il quale resta fieramente\u00a0 ancorato alla sua storia di lotta e di sensibilit\u00e0 sociale (la citata <i>Resister\u00f2<\/i>,\u00a0 <span style=\"color: #006666;\"><i>Uomini e Polvere<\/i><\/span>, dal titolo &#8220;steinbeckiano&#8221;\u00a0 <i>Sparare cantando<\/i>, nel segno dell&#8217;amato Woody Guthrie, anche nell&#8217;arrangiamento\u00a0 folk) ma questa volta declinandola con spazi pi\u00f9 diluiti, con uno sguardo pi\u00f9\u00a0 maturo.<\/p>\n<p>L&#8217;unione con i Chemako sembra funzionare soprattutto negli episodi\u00a0 pi\u00f9 riflessivi: <span style=\"color: #006666;\"><i>La strada di mio padre<\/i><\/span>, ad\u00a0 esempio, soffusa nel canto, con un interessante arrangiamento ritmico (i loop\u00a0 del produttore e batterista Stefano Bertolotti), cos\u00ec come <span style=\"color: #006666;\"><i>Ballata\u00a0 contro il tempo<\/i><\/span>, arricchita dai cori dell&#8217;amico e vecchio collaboratore\u00a0 nei Groovers Evasio Muraro; o ancora i riverberi chitarristici (l&#8217;ottimo Gianfranco\u00a0 Scala) e gli orizzonti desert rock che avvolgono <span style=\"color: #006666;\"><i>Io lavoro\u00a0 per i tuoi sogni<\/i><\/span>. Diversamente sembrano chiedere uno sforzo in pi\u00f9\u00a0 proprio quei momenti in cui torna la voglia di fare rock e di liberare l&#8217;elettricit\u00e0:\u00a0 <i>Vorrei vederti libera<\/i> e <i>Andare oltre<\/i> appaiono forse pi\u00f9 prevedibili\u00a0 per chi conosce a fondo il percorso di Anelli. Meglio semmai insistere sull&#8217;immediatezza\u00a0 pop di <span style=\"color: #006666;\"><i>Sono sempre nei guai<\/i><\/span>, avviluppata tra\u00a0 chitarre dalle timbriche calde e vintage (in tutto il disco, ottimamente prodotto),\u00a0 tanto quanto <span style=\"color: #006666;\"><i>La scelta di Bianca<\/i><\/span>, nel finale\u00a0 attraversata dal canto blues dell&#8217;ospite Lakeetra Knowles.<\/p>\n<p>Attendiamo\u00a0 a questo punto di vedere maturare ulteriormente dal vivo queste canzoni, che appaiono\u00a0 come un viatico per una nuova, diversa stagione musicale di Michele Anelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.rockit.it\/recensione\/24968\/micheleanelli-michele-anelli-e-chemako 20\/10\/2014 di\u00a0 Angela Filippi Non mi soffermo a dire quali siano le influenze o a parlare di come sia nato questo lavoro e di chi abbia avuto la brillante idea. Certo l\u2019unione di Michele Anelli con i Chemako ha portato ad un bellissimo risultato, ad una produzione senza dubbio eccellente. Ma il punto questa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"gallery","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-255","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-gallery","6":"category-mick","7":"post_format-post-format-gallery","8":"czr-hentry"},"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/255","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=255"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/255\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":274,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/255\/revisions\/274"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}