{"id":491,"date":"2016-03-15T20:10:06","date_gmt":"2016-03-15T20:10:06","guid":{"rendered":"http:\/\/micheleanelli.org\/?page_id=491"},"modified":"2016-11-19T10:49:38","modified_gmt":"2016-11-19T10:49:38","slug":"recensioni-michele-anelli-giorni-usati","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/micheleanelli.org\/?page_id=491","title":{"rendered":"Giorni usati &#8211; recensioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Giorni usati &#8211; recensioni<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>RUMORE recensione di Andrea Valentini &#8211; marzo 2016<\/strong><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>Molti conosceranno Anelli per la carriera ventennale con i Groovers (una delle formazioni italiane roots rock pi\u00f9 quotate); da qualche anno \u00e8 entrato nella dimensione solista e questo nuovo disco ce lo mostra a proprio agio, in forma, con tante idee e canzoni ancora in mente. Giorni usati \u00e8 un album di rock cantautorale, che distilla le pulsioni del primo \u2013 inarrivabile \u2013 Finardi e la meticcia con generi cangianti (dal funk al pop, passando per il folk, il gospel, il rock\u2019n\u2019roll, il soul, la wave).Manca il ruvido mordente che contraddistingueva il sound di Anelli rocker, ma il punto \u00e8 che questo album appartiene ad un altro campionato, in cui l\u2019esuberanza cede il passo a intimismo e riflessione poetica. Raffinato e molto personale, non facile da afferrare al primo colpo: un disco da capire.<\/p>\n<blockquote><p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">RAROPIU\u2019 \u2013 rubrica Fashion Vinyl &#8211; marzo 2016<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Non solo gli artisti affermati affiancano il loro album in digitale alla versione in vinile. Un esempio \u00e8 dato dal bravo cantautore Michele Anelli con il suo nuovo album Giorni usati (etichetta Adesiva Discografica). Anelli. Che ha comunque alle spalle una carriera ventennale con i Groovers, band seminale del panorama roots-rock italiano, si indirizza ora verso uno sviluppo sonoro inedito decisamente di qualit\u00e0 (in qualche passaggio compositivo ci ricorda il miglior Battisti). Dieci canzoni da lui interamente composte, musica e testi. Molto curato l\u2019artwork del vinile con i testi riportati nella busta interna.<\/p>\n<blockquote><p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">BUSCADERO recensione di Marco Denti &#8211; marzo 2016<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Sono stai Giorni usati bene quelli che, convogliando tutte le esperienze di una vita di musica in un processo di sintesi che, senza la pretesa di inventare un nuovo ibrido, hanno l\u2019ambizione di raccogliere la\u00a0 canzone d\u2019autore e popolare (con un preciso senso della parte in cui stare) con l\u2019infinita passione per il rock\u2019n\u2019roll, i suoi derivati e le sue radici. Giorni usati \u00e8 un punto di non ritorno per Michele Anelli: dopo anni (almeno venti) trascorsi ad inseguire modelli e punti di riferimento lontani e lontanissimi, ha girato proprio dietro all\u2019angolo. La svolta \u00e8 stata lunga e laboriosa perch\u00e9 il passaggio da una lingua all\u2019altra (dall\u2019inglese all\u2019italiano), da forme istintive a quelle pi\u00f9 raffinate che definiscono Giorni usati e a una maggiore consapevolezza nella scrittura, ha visto Michele Anelli viaggiare da un disco ad un libro, da un gruppo ad un altro, compresi i Chemako con cui aveva gettato le prime, grezze intuizioni che hanno portato a Giorni usati. La direzione \u00e8 netta nella canzone d\u2019autore italiana a partire dall\u2019artefice dei suoni, Paolo Iafelice, che vanta un pedigree indiscutibile e che, allo scopo, leviga le eccentriche variazioni degli arrangiamenti. La disposizione delle canzoni non si presta a molti equivoci, Lavoro senza emozioni, Leader, e poi Cento strade, che \u00e8 partente stretta di Torches And Pitchforks dei Cracker (la lingua, in realt\u00e0, non \u00e8 mai un problema) sono le canzoni di lotta che aprono e racchiudono un disco che fruga nel profondo, se non proprio nell\u2019intimo con il trittico di personaggi femminili (Adele e le rose, Alice, Giulia) posto nel suo centro. A dispetto delle parti strumentali, in cui Michele Anelli ha provato di tutto, l\u2019anima di Giorni usati, \u00e8 colloquiale, la vocalit\u00e0 (mai forzata, mai eccessiva) scorre in parallelo a una scrittura semplice, ma non banale, che nel contesto complessivo di suoni e parole porta in\u00a0 direzione della \u201ccanzone popolare\u201d di Ivano Fossati e della \u201cmusica ribelle\u201d di Eugenio Finardi, forse pi\u00f9 il secondo del primo. Multiforme dal punto di vista sonoro, con repentini cambi anche all\u2019interno delle canzoni, distorsioni di chitarre e tastiere, una tromba, i violini, svariati balzi di prospettiva, un coro Gospel, altre divagazioni in Eco o Tu sei me\u00a0 e tutto per\u00f2 convogliato in un sound coraggioso, Giorni usati\u00a0 ha una sua unicit\u00e0 che riporta, volendo (e con le dovute precauzioni) ai Wilco dell\u2019ultima ora e qui il riferimento straniero \u00e8 obbligato, perch\u00e9 non sono tanti i dischi italiani che contengono cos\u00ec tante diversit\u00e0. Un discorso a parte merita Giorni usati, una ballata dal vago sapore jazzistico, che suona come una confessione o una resa a quelle idee che vengono di notte, che non lasciano scampo, quasi a sottolineare l\u2019essenza di un fermento, un work in progress ancora in corso e per il quale ci vorranno altri giorni, tutti da usare.<\/p>\n<blockquote><p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Ondalternativa.it di Gianni Antichi<\/span> <\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>E\u2019 davvero difficile prevedere dove percorsi lunghi e articolati possano portarci a distanza di tempo. Michele Anelli ed il suo ultimo album Giorni Usati sono l\u2019esempio di come ogni uomo sia naturalmente portato, un giorno o l\u2019altro, ad imprimere una svolta decisa ai sentieri che si sono battuti per anni.<br \/>\nVenti anni passati a declinare il rock springsteeniano alle nostre latitudini con il roots rock dei Groovers. Il percorso solista, l\u2019album intermedio realizzato in collaborazione con i Chemako nel 2014 per arrivare all\u2019inversione di rotta segnata da Giorni Usati. Album votato pi\u00f9 alla grazia e all\u2019introspezione, che supera la tentazione di abbandonarsi all\u2019istinto di fiammate improvvise.<br \/>\nAd un primo ascolto Giorni Usati pu\u00f2 suonare come un disco di classico cantautorato. Michele Anelli, per\u00f2, si porta dietro tutta la sua carriera ed esperienza realizzando un lavoro in cui si coniugano il combat-rocker e l\u2019uomo ormai in grado di leggere la quotidianit\u00e0 con maturo distacco. E\u2019 per questo che in Giorni Usati convivono in modo forse inedito i The Gang, Battisti, Finardi, il jazz e il prog.<br \/>\nNon un album semplice. Piuttosto un lavoro da interiorizzare e da apprezzare nella sua veste composita ed elegante.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"bm58DRwJJq\"><p><a href=\"http:\/\/www.ondalternativa.it\/michele-anelli-giorni-usati\/\">Michele Anelli &#8211; Giorni usati<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"http:\/\/www.ondalternativa.it\/michele-anelli-giorni-usati\/embed\/#?secret=bm58DRwJJq\" data-secret=\"bm58DRwJJq\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Michele Anelli &#8211; Giorni usati&#8221; &#8212; Ondalternativa\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<blockquote><p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">http:\/\/www.mescalina.it\/musica\/recensioni\/michele-anelli-giorni-usati 02\/02\/2016 &#8211; di Claudio Giuliani<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Leggi Michele Anelli e subito pensi: \u201cAh! i Groovers!!\u201d. Si, proprio loro! Antesignani e pionieri gi\u00e0 al tempo della stagione dell\u2019innocenza, i Groovers, hanno precorso i sentieri dell\u2019Americana rock&amp;rootsy coniugando springsteen-mellencamp-fogerty e sogni provinciali di rock\u2019n\u2019roll molto prima del rinsaldato consolidarsi dell\u2019odierno orientamento che vede in pista amici (tanto per fare un paio di nomi, ma siete in grado aggiungercene molti altri) come Mandolin Brothers, Cheap Wine, Miami and The Groovers (nessuna parentela e contatto con la band riminese di Mr. Semprini). Certamente poi ognuno rivendicher\u00e0 la propria personalit\u00e0 e i propri orientamenti, spirituali e non, i propri percorsi e una prospettata primogenitura, ma non si pu\u00f2 non riconoscere che tra le rughe e le increspature del politeismo sonico sparso sulle roads di casa nostra ci sia, in una certa misura, un debito nei confronti dei Groovers.\u00a0 Ai tempi apprezzai il lavoro dei Groovers, li ascoltai su disco e dal vivo, l\u2019ardore del loro entusiasmo e quell\u2019onest\u00e0 d\u2019intenti erano fuoco vivo; li recensii e li intervistai sulle pagine autorevoli della rivista con cui mi pregio di collaborare. Un percorso, il loro, (da Soul Street a September Rain, da That\u2019s All Folk fino a A Hanndful Of Songs About Our Time), ricco del desiderio di conoscere la parte retrostante della luce e di esplorazione delle virgole cristalline a cui agganciare panni insoliti e che li ha portati dal roots stradaiolo ad avere a che fare con respiri indie rock.\u00a0 Il bisogno di esprimere febbri e urgenze sociali ha visto poi Michele Anelli confrontarsi con canti resistenti operando scelte di campo coraggiose in tempi in cui schierarsi \u00e8 controproducente, le collaborazioni con Evasio Muraro (ex Settore Out), la scrittura \u201cmilitante\u201d non per una bandiera, ma per l\u2019affermazione di una dignit\u00e0 svincolata dalle catene (tra le sue pubblicazioni \u201cRadio Libert\u00e0\u201d storia di un\u2019emittente libera e dello spirito che impregnava le speranze schizzate di colore di quegli anni), fino al tassello di Michele Anelli &amp; Chemako di un paio d\u2019anni fa in cui si frullava la propensione rock-blues del combo pavese con la scrittura in lingua madre del nostro amico.\u00a0 Venendo a Giorni Usati possiamo dire che \u00e8 probabilmente il definitivo giro di boa di Michele Anelli, la maturit\u00e0 disillusa e la poetica dei sogni mai sopiti, le lame affilate del serramanico delle verit\u00e0 nascoste, visioni di occasioni di possibilit\u00e0 e le suole logore e consumate sui sentieri impervi della vita, la testa mai ossequiosamente china e il calore di una carezza, occhi vivi che sanno ascoltare. Dieci canzoni in ascolto del mondo, quel mondo ferito e mai domo, canzoni che spillano sentimento, che dissetano come fossero acqua chiara e pura.\u00a0 Non \u00e8 poi cos\u00ec facile lodare una canzone oppure un\u2019altra, l\u2019emotivit\u00e0 \u00e8 soggettiva e come una trota nell\u2019acqua fresca di un torrente di montagna guizza da una traccia all\u2019altra inseguendo giochi e riflessi di luce e il nutrimento dell\u2019intimo. E\u2019 un disco interiore e di energico vigore anche se ci\u00f2 pu\u00f2 sembrare contradditorio, un disco che nutre e stimola emotivit\u00e0 e riflessioni e sparge incenso e frizzante energia intrinseca. Tra le songs che pi\u00f9 hanno saputo stupirmi e catturarmi c\u2019\u00e8 Gospel: un cantato sciolto, garbato e ispirato, che arriva a met\u00e0 brano e lascia spazio a un \u201cclap hands\u201d che apre ad un coro di voci che si intersecano con il cantato del solista, un pezzo davvero gustoso. Cento Strade \u00e8 un altro brano per gli altari, il ritmo \u00e8 accattivante e una sottile tensione epica che ondeggia tra venti di speranze di luce, un richiamo a Peppino Impastato e l\u2019esigenza elettrizzata e bruciante di non nascondere la testa sotto le sabbie mobili dell\u2019allineamento e del conformismo. Giulia: altro bel pezzo, incarna il dolore di generazioni di lavoratori lobotomizzati dall\u2019amianto, afflizione e solitudine, la desolazione e il tormento per chi se ne \u00e8 andato e la disperazione per chi domani non ci sar\u00e0 pi\u00f9.\u00a0 Fluttuazioni gradevoli rasentano il prog in Alice dove si infila un solo di tromba che spande scintille; Adele E Le Rose schizza trame di vernici rock black&amp;blue sui muri delle stazioni perforate da un treno infarinato e senza rose in un mondo che elemosina briciole di pane e niente rose per le donne che sostentano la vita; Tu Sei Me dischiude l\u2019esigenza dell\u2019ascolto reciproco nei rapporti di coppia e riprende a modo suo il carattere progressive che animava i settanta con l\u2019organo che stende nell\u2019aria ammassi di frecce soniche dirette verso il sole. In chiusura la title-track Giorni Usati con le sue oscillazioni jazzy e nuances notturne sigilla un disco piacevole e impregnato di intuizioni; un disco dai cento riverberi e contrazioni che risvegliano la riflessione. Last but not least, si segnala la eccellente produzione di Paolo Iafelice ( F. De Andr\u00e8, Capossela &#8230;).<\/p>\n<blockquote><p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Michele\u00a0Anelli\u00a0&#8211;\u00a0Giorni\u00a0usati\u00a0di\u00a0Giuseppe\u00a0Verrini\u00a0&#8211; http:\/\/www.lisolachenoncera.it\/rivista\/recensioni\/giorni-usati\/<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Michele\u00a0Anelli,\u00a0classe\u00a01964,\u00a0ha\u00a0una\u00a0lunga\u00a0storia\u00a0musicale\u00a0alle\u00a0spalle\u00a0a\u00a0cominciare\u00a0dalla\u00a0band\u00a0The\u00a0Groovers,\u00a0da\u00a0lui\u00a0fondata\u00a0nel\u00a01989\u00a0e\u00a0con\u00a0la\u00a0quale\u00a0ha<br \/>\nrealizzato\u00a0nello\u00a0spazio\u00a0di\u00a0venti\u00a0anni\u00a0sette\u00a0album,\u00a0tutti\u00a0di\u00a0buon\u00a0livello,\u00a0con\u00a0un\u00a0suono\u00a0rootsrock.\u00a0Uno\u00a0dei\u00a0migliori\u00a0esempi\u00a0in\u00a0Italia,\u00a0particolarmente brillante\u00a0soprattutto\u00a0nei\u00a0numerosi\u00a0concerti\u00a0live\u00a0e\u00a0con\u00a0testi\u00a0di\u00a0forte\u00a0impegno\u00a0sociale\u00a0e\u00a0civile.\u00a0Terminata\u00a0l\u2019esperienza\u00a0musicale\u00a0con\u00a0il\u00a0gruppo,<br \/>\nMichele\u00a0Anelli\u00a0ha\u00a0sviluppato\u00a0un\u00a0percorso\u00a0musicale\u00a0solista\u00a0con\u00a0un\u00a0paio\u00a0di\u00a0dischi,\u00a0ha\u00a0scritto\u00a0libri\u00a0dedicati\u00a0a\u00a0storie\u00a0e\u00a0canti\u00a0della\u00a0Resistenza\u00a0e\u00a0\u201calla\u00a0gente\u00a0che\u00a0lavora\u00a0\u201c,\u00a0 e\u00a0ha\u00a0brevemente\u00a0collaborato\u00a0con\u00a0i\u00a0Chemako.\u00a0Giorni\u00a0usati\u00a0\u00e8\u00a0il\u00a0nuovo\u00a0lavoro\u00a0che\u00a0prosegue\u00a0il\u00a0discorso\u00a0solista.\u00a0Ha\u00a0testi\u00a0che,\u00a0in\u00a0maniera\u00a0poetica,<br \/>\naffrontano\u00a0i\u00a0temi\u00a0del\u00a0lavoro,\u00a0dei\u00a0cambiamenti\u00a0sociali\u00a0e\u00a0dell\u2019universo\u00a0femminile\u00a0attraverso\u00a0un\u00a0suono\u00a0che\u00a0\u00e8\u00a0decisamente\u00a0moderno\u00a0ed\u00a0originale,<br \/>\nma\u00a0che\u00a0ricorda\u00a0in\u00a0alcuni\u00a0momenti\u00a0la\u00a0canzone\u00a0d\u2019autore\u00a0pi\u00f9\u00a0rock\u00a0degli\u00a0anni\u00a0\u201870,\u00a0con\u00a0riferimenti\u00a0ad\u00a0Ivano\u00a0Fossati\u00a0\u201cpopolare\u201d\u00a0ed\u00a0Eugenio\u00a0Finardi\u00a0\u00a0\u201cribelle\u201d.<br \/>\nDieci\u00a0brani\u00a0tutti\u00a0a\u00a0firma\u00a0di\u00a0Michele\u00a0Anelli\u00a0che,\u00a0accompagnato\u00a0da\u00a0Andrea\u00a0Lentullo\u00a0e\u00a0Matteo\u00a0Priori\u00a0che\u00a0hanno\u00a0collaborato\u00a0anche\u00a0agli\u00a0arrangiamenti,\u00a0e<br 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(&#8230;ci\u00a0verremo\u00a0a\u00a0prendere\u00a0tutto\u00a0quello\u00a0che\u00a0ci\u00a0avete\u00a0tolto\u2026\u201d),\u00a0con\u00a0in\u00a0primo\u00a0piano\u00a0una\u00a0doppia\u00a0tastiera, \u00a0synth\u00a0e\u00a0organo,\u00a0che\u00a0detta\u00a0tempi\u00a0\u00a0per\u00a0un\u00a0brano\u00a0che\u00a0miscela\u00a0un\u00a0testo\u00a0veramente\u00a0denso\u00a0con\u00a0una\u00a0musica\u00a0ricca\u00a0di\u00a0melodia.<\/p>\n<p>Sono\u00a0storie\u00a0che\u00a0avvolgono\u00a0l\u2019ascoltatore,\u00a0sono\u00a0canzoni\u00a0di\u00a0lotta\u00a0e\u00a0di\u00a0amore,\u00a0con\u00a0un\u00a0suono\u00a0che\u00a0\u00e8\u00a0sia\u00a0rock\u00a0che\u00a0melodico\u00a0e\u00a0si\u00a0avvale\u00a0di\u00a0strumenti\u00a0elettronici<br \/>\ne\u00a0classici,\u00a0riff\u00a0ed\u00a0armonie,\u00a0\u00a0in\u00a0una\u00a0ricca\u00a0e\u00a0varia\u00a0tavolozza\u00a0musicale\u00a0tra\u00a0rock,\u00a0pop,\u00a0jazz\u00a0e\u00a0\u00a0prog\u00a0,\u00a0che\u00a0anche\u00a0per\u00a0la\u00a0relativa\u00a0brevit\u00e0\u00a0del\u00a0lavoro<br \/>\ne\u00a0nonostante\u00a0qualche\u00a0lieve\u00a0ombra,\u00a0\u00a0si\u00a0beve\u00a0tutto\u00a0di\u00a0un\u00a0fiato.<br \/>\nLa\u00a0coerenza\u00a0e\u00a0l\u2019impegno,\u00a0ormai\u00a0quasi\u00a0trentennale,\u00a0di\u00a0Michele\u00a0Anelli\u00a0meritano\u00a0di\u00a0essere\u00a0conosciuti\u00a0e\u00a0questo\u00a0disco\u00a0ne\u00a0rappresenta\u00a0appieno\u00a0la\u00a0maturit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong><a href=\"http:\/\/www.vorrei.org\/culture\/9444-michele-anelli-e-spartiti-militanza-in-musica-nel-2016.html\">http:\/\/www.vorrei.org\/culture\/9444-michele-anelli-e-spartiti-militanza-in-musica-nel-2016.html<\/a><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Inizi\u00f2\u00a0la\u00a0sua\u00a0carriera\u00a0suonando\u00a0rock\u2019n\u2019roll,\u00a0garage\u00a0e\u00a0punk\u00a0con\u00a0il\u00a0progetto\u00a0Thee\u00a0Stolen\u00a0Cars.\u00a0Poi,\u00a0pi\u00f9\u00a0di\u00a0vent\u2019anni\u00a0con\u00a0la\u00a0band\u00a0The\u00a0Groovers<br \/>\n(un\u00a0Premio\u00a0M.E.I.\u00a0alla\u00a0carriera)\u00a0e\u00a0diversi\u00a0album\u00a0all\u2019attivo.\u00a0Tra\u00a0cui\u00a0\u201cSeptember\u00a0Rain\u201d\u00a0del\u00a01997,\u00a0tra\u00a0i\u00a0migliori\u00a0album\u00a0made\u00a0in\u00a0Italy\u00a0dell\u2019anno.<br \/>\nLa\u00a0stessa\u00a0sorte\u00a0toccata,\u00a0alcuni\u00a0anni\u00a0dopo,\u00a0a\u00a0\u201cThat\u2019s\u00a0All\u00a0Folks\u201d,\u00a0migliore\u00a0disco\u00a0italiano\u00a0secondo\u00a0il\u00a0quotidiano\u00a0\u201cLiberazione\u201d.\u00a0Michele,\u00a0indomito,<br \/>\nva\u00a0in\u00a0pi\u00f9\u00a0direzioni.\u00a0E\u2019\u00a0autore\u00a0di\u00a0due\u00a0libri\u00a0immancabili:\u00a0\u201cSiamo\u00a0i\u00a0ribelli.\u00a0Storie\u00a0e\u00a0canti\u00a0della\u00a0Resistenza\u201d\u00a0e\u00a0\u201cRadio\u00a0Libert\u00e0\u201d\u00a0(dall\u2019emittente\u00a0biellese,<br \/>\nche\u00a0durante\u00a0la\u00a0guerra,\u00a0aveva\u00a0la\u00a0particolarit\u00e0\u00a0di\u00a0avere\u00a0una\u00a0piccola\u00a0orchestra\u00a0a\u00a0suonare\u00a0in\u00a0diretta\u00a0radiofonica,\u00a0sino\u00a0alle\u00a0radio\u00a0libere\u00a0\u201970).<br \/>\nLa\u00a0partecipazione\u00a0al\u00a0tributo\u00a0a\u00a0Fabrizio\u00a0De\u00a0Andr\u00e8\u00a0e\u00a0a\u00a0sostegno\u00a0di\u00a0\u201cA\u00a0Rivista\u00a0Anarchica\u201d,\u00a0con\u00a0la\u00a0riproposta\u00a0di\u00a0\u201cQuello\u00a0che\u00a0non\u00a0ho\u201d.<br \/>\nSue\u00a0le\u00a0musiche\u00a0per\u00a0il\u00a0cortometraggio\u00a0\u201cLa\u00a0divinit\u00e0\u00a0dell\u2019acqua\u201d\u00a0di\u00a0Enrico\u00a0Omodeo\u00a0Sal\u00e8.\u00a0Artista\u00a0tutt\u2019uno\u00a0col\u00a0sociale\u00a0e\u00a0per\u00a0certi\u00a0versi\u00a0militante,<br \/>\nla\u00a0sua\u00a0sfida\u00a0di\u00a0mettersi\u00a0sempre\u00a0alla\u00a0prova\u00a0tra\u00a0passato,\u00a0presente\u00a0e\u00a0futuro.\u00a0Il\u00a0nuovo\u00a0album\u00a0\u00e8\u00a0frutto\u00a0di\u00a0un\u00a0percorso\u00a0personale,\u00a0politico\u00a0ed\u00a0\u00e8\u00a0l\u2019occasione<br \/>\nper\u00a0sbandierare\u00a0scrupolose\u00a0liriche\u00a0e\u00a0un\u00a0sostanzioso\u00a0amalgama\u00a0di\u00a0suoni\u00a0(rock,\u00a0musica\u00a0autorale,\u00a0un\u00a0po\u2019\u00a0di\u00a0jazzy,\u00a0folky\u00a0&amp;\u00a0bluesin\u2019).<br \/>\nDieci\u00a0brani:\u00a0piglio\u00a0diamantino.\u00a0Piacciono,\u00a0in\u00a0particolar\u00a0modo:\u00a0\u201cLeader\u201d\u00a0imbevuta\u00a0di\u00a0evoluzioni\u00a0poetiche\u00a0(\u00a0marcer\u00f2\u00a0con\u00a0voi,\u00a0che\u00a0siete\u00a0la\u00a0mia\u00a0gente,<br \/>\ncondivido\u00a0con\u00a0voi,\u00a0l\u2019amarezza\u00a0che\u00a0vi\u00a0cresce\u00a0dentro),\u00a0\u00a0\u201cGiulia\u201d\u00a0estensione\u00a0scolpita\u00a0nel\u00a0cuore\u00a0(fiori\u00a0d\u2019inchiostro\u00a0a\u00a0mezzanotte,\u00a0scrivono\u00a0verit\u00e0\u00a0nascoste),<br \/>\n\u201cGospel\u201d\u00a0apice\u00a0quando\u00a0entra\u00a0in\u00a0scena\u00a0un\u00a0coro\u00a0di\u00a0voci\u00a0soliste,\u00a0tenori,\u00a0soprani\u00a0(e\u00a0ora\u00a0che\u00a0il\u00a0tempo,\u00a0di\u00a0fare\u00a0qualcosa\u00a0\u00e8\u00a0tornato,\u00a0con\u00a0le\u00a0mie\u00a0parole<br \/>\nti\u00a0racconter\u00f2,\u00a0che\u00a0tra\u00a0queste\u00a0mani,\u00a0ci\u00a0sar\u00e0\u00a0una\u00a0canzone\u00a0che,\u00a0io\u00a0canter\u00f2,\u00a0tu\u00a0canterai),\u00a0la\u00a0titletrack\u00a0\u201cGiorni\u00a0usati\u201d\u00a0invito\u00a0ad\u00a0alzare\u00a0il\u00a0volume<br \/>\n(alzalo\u00a0ancora)\u00a0con\u00a0tanto\u00a0di\u00a0tromba\u00a0e\u00a0pianoforte\u00a0che\u00a0perfettamente\u00a0si\u00a0\u201cintrufolano\u201d\u00a0in\u00a0un\u00a0album\u00a0fortemente\u00a0vitaminico<br \/>\n(i\u00a0saluti\u00a0che\u00a0non\u00a0hanno\u00a0anima,\u00a0le\u00a0parole\u00a0che\u00a0non\u00a0hanno\u00a0fame,\u00a0le\u00a0mani\u00a0che\u00a0non\u00a0sono\u00a0pugni,\u00a0e\u00a0gli\u00a0occhi\u00a0senza\u00a0rabbia).\u00a0\u00a0Voto:\u00a07,5\u00a0(Massimo\u00a0Pirotta)<\/p>\n<blockquote><p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Gianni Lucini https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100001060514046<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>&#8220;GIORNI USATI&#8221; CHE DANNO CALORE<\/p>\n<p>Non so se &#8220;Giorni Usati\u201d, il nuovo album di Michele Anelli uscito da un paio di settimane sia l&#8217;inizio di un nuovo cammino n\u00e9 dove porti quel cammino e francamente nemmeno mi interessa. Si tratta di un disco speciale, difficile da decifrare se lo si fa con i soliti schemi rocckettosi cos\u00ec facili da applicare ma anche cos\u00ec scontati. Parlare di questo album \u00e8 ragionare su un lavoro complesso, in cui i rimandi sia musicali che letterari sono citazioni colte e non debiti da pagare ai propri miti. \u00c8 questo secondo me uno degli elementi nuovi e di maggior valore di questo lavoro. Michele guarda il tempo che passa e lo mette nelle canzoni. Lo fa bene, anzi benissimo, anche e soprattutto perch\u00e9 non indulge nella posa del vecchio e stanco rocker disincantato che ha ormai capito tutto del mondo e lucra sulla polvere del tempo passato. Lui no. Lui si rimette in gioco. Lavora su musicalit\u00e0 italiane senza troppo chiedersi da dove arrivano, quali siano i maestri e quali i riferimenti. Arrivano da lui, dalla sua anima, dalla polvere dei palchi di questi anni e dalle mille esperienze vissute. Non \u00e8 una &#8220;svolta&#8221; nel senso che comunemente si d\u00e0 a questa parola e non \u00e8 nemmeno un colpo di culo improvviso e benedetto. Da molto tempo chi lo segue l&#8217;ha visto rincorrere qualcosa che faticava ad arrivare. Dietro a questo album ci sono anni di ricerca e di esperimenti spesso azzardati. C&#8217;\u00e8 il lavoro sul pop italiano fatto in alcuni precedenti album, con il recupero e la rielaborazione delle versioni italiane di brani beat. C&#8217;\u00e8 la curiosit\u00e0 di camminare su strade diverse senza appoggiarsi a riff seduttivi e sperimentati. C&#8217;\u00e8 la ricerca puntigliosa in quell&#8217;arte difficile di legare le parole alla musica senza tradire il senso n\u00e9 dei testi n\u00e9 della melodia. C&#8217;\u00e8, anzi ci sono, anni di passione per azzardi e mescole tra suoni, ritmi ed evocazioni. Ecco &#8220;Giorni Usati\u201d \u00e8 tutto questo e forse tante altre cose ancora che scoprir\u00f2 riascoltandolo pi\u00f9 e pi\u00f9 volte perch\u00e9 come ogni scatola magica che si rispetti riserva sempre nuove sorprese. Non so se Michele &#8220;il cercatore&#8221; abbia trovato la sua miniera del Klondyke, il suo punto d&#8217;arrivo, ma se lo conosco bene questo album \u00e8 solo un pezzetto importante di un cammino che lo porter\u00e0 ancora e sempre a \u00ab&#8230;mettere insieme\/pezzi di canzoni e favole&#8230;\u00bb. \u00c8 vero che come dice Battiato \u00abil tempo passa e noi non siamo dei\u00bb, ma \u00e8 altrettanto vero che quando il territorio in cui abbiamo scelto di vivere \u00e8 uno spazio sospeso tra musica e parole l&#8217;importante \u00e8 \u00ab.. Essere pi\u00f9 forte dentro a questo gioco\u00bb. Michele Anelli sa esserlo e i suoi giorni usati non sono nostalgia ma esperienza preziosa che scalda e accompagna.<\/p>\n<blockquote><p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">http:\/\/www.radiocoop.it\/?p=4235 by Antonio Bacciocchi \u00b7 04\/02\/2016<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Una carriera ventennale con il rock dei Groovers (sette album all\u2019attivo) e il garage punk degli Stolen Cars, una serie di progetti solisti, spesso in collaborazione con altri artisti e a tema specifico ed ora un nuovo capitolo della lunga carriera, densa di soddisfazioni e riconoscimenti. Il nuovo album affronta, come \u00e8 stata sua frequente consuetudine, il tema del lavoro, stemperando musicalmente le asperit\u00e0 del passato a favore di una visione pi\u00f9 pop (vedi l\u2019introduttiva \u201cLavoro senza emozioni\u201d di palese stampo Lucio Battisti fine anni 70\u2019s). Il timbro vocale del Lucio nazionale \u00e8 un\u2019altra costante in tutto l\u2019album che prosegue tra rock, tinte blues e gospel. Lavoro ovviamente maturo, dalle mille sfumature, da ascoltare con estrema attenzione.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"GDecna7EME\"><p><a href=\"http:\/\/indiepercui.altervista.org\/michele-anelli-giorni-usati-adesiva-discografica\/\">Michele Anelli &#8211; Giorni Usati (Adesiva Discografica)<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"http:\/\/indiepercui.altervista.org\/michele-anelli-giorni-usati-adesiva-discografica\/embed\/#?secret=GDecna7EME\" data-secret=\"GDecna7EME\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Michele Anelli &#8211; Giorni Usati (Adesiva Discografica)&#8221; &#8212; IndiePerCui \" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Cantautore sopraffino di stampo intimista che lavora sodo e produce molto con quel piglio a tratti da rocker navigato a tratti invece pi\u00f9 solerte e riflessivo, capace di emozionare come di far ballare, una bella voce in primo piano incisiva quanto basta per buttare su disco pensieri e divagazioni sonore che raccontano l\u2019et\u00e0 e distruggono qualsivoglia forma di preconcetto per domandarsi il proprio posto nel mondo. Un disco sentito e a tratti vibrante, un flusso energico che in primis disorienta poi acclama e consola, una macchina da scrivere in primo piano e le parole che non finiscono mai, sanno essere vicine, sanno essere puro conforto nei mattini e nelle sere dentro di noi.Ecco allora che Adele e le rose \u00e8 il simbolo di tutto questo, un ballare infinito contro tutti e contro il tempo, fai la prima mossa, cogli quelle rose prima che qualcun altro lo faccia, non smettere di credere di poter raggiungere i tuoi obiettivi e soprattutto non smettere di sognare perch\u00e9 i giorni sono pochi e domani ce ne sar\u00e0 sempre uno di meno.<\/p>\n<blockquote><p>http:\/\/blog.collectivewaste.it\/2016\/06\/giorni-usati-di-michele-anelli\/<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_2150\" aria-describedby=\"caption-attachment-2150\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/blog.collectivewaste.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/michele-anelli.jpg\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2150 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/blog.collectivewaste.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/michele-anelli-300x133.jpg?resize=300%2C133\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" alt=\"michele anelli\" width=\"300\" height=\"133\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2150\" class=\"wp-caption-text\">recensione<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Giorni Usati<\/strong> rappresenta la svolta cantautorale nella carriera di Michele Anelli. Per lungo tempo frontman, autore e cantante dei Groovers, qui si reinventa come cantastorie, menestrello dell\u2019attualit\u00e0. Dopo un passato da garage-punker con la sua band degli anni \u201980, The Stolen Cars, e dopo una carriera ventennale con The Groovers, si reinventa solista. Dunque incontra il tastierista Andrea Lentullo, che fornisce terreno fertile alle sue idee, e il contrabbassista Matteo Priori che apporta un intenso groove determinando la fisicit\u00e0 ritmica anche grazie al lavoro di tre differenti batteristi che si alternano nei brani. Ne scaturisce <strong>Giorni Usati<\/strong>.<span id=\"more-2147\"><\/span> Il primo brano \u00e8 <em>Lavoro Senza Emozioni<\/em>. Si percepisce da subito un bel groove che racconta una storia di ordinariet\u00e0, di difficolt\u00e0. Emerge la necessit\u00e0 di riappropriarsi della dimensione emozionale e spontanea di ci\u00f2 che si fa, di liberarsi di quella rigidit\u00e0 e spersonalizzazione che troppo spesso permea le attivit\u00e0 quotidiane soprattutto lavorative. Di ricavarsi il proprio pezzetto di blu. Il secondo brano \u00e8 <em>Leader<\/em>. Anche qui da subito veniamo trasportati in una potente fisicit\u00e0 ritmica che veicola ancora una tematica di riscatto e rinascita. Anche se con toni pi\u00f9 dolci e melodici di quelli del brano precedente si parla ancora della necessit\u00e0 di cambiare qualcosa, di svegliarsi dal torpore ed agire per aprirsi al rinnovamento. Ed in questa microstoria chi canta si pone come il leader alla guida di uomini che si risvegliano e che, forti della memoria del passato, guardano con ottimismo al futuro. La vena cantautorale \u00e8 molto forte in questi primi due brani. Il racconto di storie di quotidianit\u00e0 e la voglia di riscattarsi da una condizione non positiva ed appagante. Il cantastorie accoglie in s\u00e9 la funzione quasi di promotore del cambiamento sociale tipica del folksinger. Il terzo brano \u00e8<em> Adele E Le Rose<\/em>. L\u2019apertura del pezzo strizza l\u2019occhio al prog italiano. Un incipit quasi alla Orme maniera. Poi una batteria che conferisce un ritmo deciso e quindi una chitarra pi\u00f9 dolce. La microstoria ricorda un po\u2019 il tema del carpe diem: cogliere la rosa quando \u00e8 il momento. Vivere nel presente, ballare, cantare, godersi gli attimi di felicit\u00e0. Perch\u00e9 la vita non \u00e8 fatta solo di lavoro e doveri. E\u2019 anche godersela. Un piccolo inno alla vita e alla gioia che lascia un sapore dolce di positivit\u00e0. Il quarto brano ha un nome di donna, <em>Alice<\/em>. Un groove delicato ma deciso ci racconta una storia d\u2019amore intesa probabilmente come una metafora di rinnovamento e rinascita. Alice \u00e8 vista quasi come un\u2019ancora di salvezza, la donna che ti prende e ti porta via in nuovi terreni inesplorati. La sua presenza \u00e8 quasi invocata e la melodia, a tratti dolce a tratti decisa, sembra essere un tutt\u2019uno con il messaggio veicolato dal testo. Ancora un nome di donna per il quinto brano, <em>Giulia<\/em>. Una dedica dolce ad una donna che ha vissuto o sta vivendo una situazione dolorosa. La melodia \u00e8 tenue e consolatoria, la canzone \u00e8 il dono che viene fatto a questa donna per esortarla a ritrovare il sole e la positivit\u00e0. Il sesto brano \u00e8 <em>Gospel<\/em>. Apre una decisa batteria che poi sfuma in una melodia delicata. La microstoria narrata affronta ancora la tematica di una realt\u00e0 che va cambiata, rinnovata. E\u2019 il momento di fare qualcosa e una semplice canzone pu\u00f2 essere un ottimo punto di partenza. A rafforzare questi concetti irrompe poi un coro gospel che canta in italiano trasportandoci in territori inusuali e comunicandoci, grazie alla sua forza propositiva, ancor di pi\u00f9 l\u2019idea della necessit\u00e0 del cambiamento come sforzo collettivo. Il settimo brano porta il nome di <em>Eco<\/em>. Sin dall\u2019incipit si coglie la natura malinconica del pezzo. Un andamento dolce e riflessivo ci parla del passato, di errori fatti, di rimpianti, forse rivolti ad una donna. Verso la fine del brano c\u2019\u00e8 un guizzo ritmico maggiore che comunica la volont\u00e0 di andare avanti senza guardare troppo indietro, la volont\u00e0 di ricominciare. L\u2019ottavo brano \u00e8 <em>Tu Sei Me<\/em>. Un incipit deciso e molto groovy. Un ritmo incalzante che si trascina per l\u2019intero pezzo e ci parla della volont\u00e0 di uscire da una situazione negativa resa dalla metafora dell\u2019inverno. Ancora una volta il tema del cambiamento e della rinascita che \u00e8 di sicuro il leit motiv, il filo rosso che si dipana lungo tutto l\u2019album rendendolo un concept album. Il nono brano \u00e8 <em>Cento Strade<\/em>. Si apre con un riff incisivo che cita il prog nostrano e che torna lungo il brano. Ci sento dentro echi di Finardi e Fossati. Qui la tematica del riscatto, del cambiamento, del riappropriarsi della propria vita \u00e8 espresso molto efficacemente citando un verso di una poesia di Peppino Impastato: \u201cE oggi mi alzo e canto delle tue paure, di quello che racconti e che vuoi modificare, di cento passi per cambiare con il cuore sospeso nel sole.\u201d A chiudere \u00e8 il brano che d\u00e0 il titolo all\u2019album, <em>Giorni Usati<\/em>. Un pezzo dolce, calmo, suadente. Un piano dolce e un languido sassofono che di tanto in tanto lasciano spazio a un ritmo leggermente pi\u00f9 deciso. E\u2019 un brano che invita alla riflessione. Chi canta si domanda come fare per restare s\u00e9 stessi, per non perdersi e per non tradirsi in un mondo fatto di persone, relazioni, obblighi che spesso rappresentano un gioco troppo grande e snaturante. \u201cAvere quella forza per metter insieme pezzi di canzoni e favole. Essere pi\u00f9 forte dentro a questo gioco a volte troppo grande e riprendermi il mio tempo, il mio spazio, il mio viaggio, la mia sete, la mia fede, il mio canto.\u201d Un disco che narra storie di fame di rinnovamento, di rinascita, di riscatto, di recupero della propria essenza. Melodie a volte pi\u00f9 ritmate, a volte pi\u00f9 tenui ma tutte intrise di un trascinante groove. Decisamente un buon disco.<\/p>\n<p>Sara Fabrizi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Rockerilla di Donato Zoppo &#8211; gennaio 2016<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Storia lunga, quella di Michele Anelli. Lunga, coerente e inossidabile: come Graziano Romani, come Massimo Priviero, come i Gang. Inattaccabile rock all\u2019italiana, al quale Anelli offre la sua personale interpretazione, forte di una attivit\u00e0 quasi trentennale e di una convinzione decisiva, che anima il nuovo CD: \u00e8 possibile unire rock e melodia, coscienza sociale e approccio comunicativo, canzone d\u2019autore e spirito di gruppo. Giorni usati \u00e8 un album di svolta e come ogni disco di transizione vive di luci e ombre, ma conferma la solidit\u00e0 della rock song firmata Anelli: Lavoro senza emozioni, Adele e le rose e Gospel i momenti migliori di UN ALBUM PENSATO E SUONATO CON EMOZIONE E IMPEGNO.<\/p>\n<blockquote><p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">http:\/\/d-mag.it\/michele-anelli\/ di Nic<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Un disco di altri tempi, tanti strumenti e una ricchezza negli arrangiamenti che non si sente spesso. Sar\u00e0 che Michele arriva da un mondo in cui la sostanza musicale non \u00e8 un optional, sar\u00e0 che appartiene ad una generazione che ha vissuto il periodo d\u2019oro della musica rock, sar\u00e0 che il nome di Paolo Iafelice (produttore artistico) \u00e8 una vera garanzia, ma questo \u201cesordio\u201d solista suona davvero bene.<br \/>\nEsordio tra virgolette, perch\u00e8 la biografia di Anelli \u00e8 pi\u00f9 che ventennale e conta una bella raccolta di esperienze, la pi\u00f9 importante i The Groovers, formazione attiva dalla fine degli anni \u201980, con cui ha pubblicato un EP, un tape e sette dischi, e girato tutta l\u2019Italia.<br \/>\nLa sua carriera solista inizia in realt\u00e0 nel 2003, ma \u00e8 con questo nuovo disco, Giorni Usati (Adesiva Discografica), che Anelli mette in mostra se stesso, e svela un\u2019insolita vena pop, mettendo per un attimo in stand-by quella deriva prog-folk che ha sempre contraddistinto la sua produzione.<\/p>\n<p>Funky rhodes, cori gospel, cantautorato, chitarroni e synth si amalgamano in una pasta sonora di impatto in questo Giorni Usati di Michele Anelli.<\/p>\n<blockquote><p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">http:\/\/www.lastampa.it\/2016\/01\/15\/edizioni\/novara\/giorni-usati-di-mick-anelli-esce-oggi-il-nuovo-album-del-rocker-novarese-ag3eXj0e1ddBy7jIYdbj4J\/pagina.html di Chiara Fabrizi<\/span><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Le sue doti di musicista e autore sono apprezzate ormai in tutta Italia. L\u2019umilt\u00e0 e la profondit\u00e0 che lo contraddistinguono, anche. E se stavolta \u00e8 lui stesso a dire che \u00ab\u00e8 l\u2019album migliore che abbia fatto\u00bb, come non credergli? Sono giorni evidentemente usati bene, quelli che ha speso per confezionare la nuova raccolta. Esce oggi \u00abGiorni usati\u00bb di Michele \u00abMick\u00bb Anelli, musicista scrittore che tra Vergante e Lago Maggiore ha mosso i primi passi nei live e dove ha casa. Dopo quasi 30 anni tra palchi e studio, per il rocker (ex front man dei Groovers) di Invorio \u00e8 un momento di svolta.<\/p>\n<p>\u00abPersonale e importante\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAvevo in mente questo progetto da tanto &#8211; racconta il cantautore -. E\u2019 quanto di pi\u00f9 personale e importante abbia mai fatto. Condensa una musicalit\u00e0 che ho sempre sfiorato ma che non ero ancora riuscito a focalizzare. Il tastierista Andrea Lentullo riesce a \u201cdare luce\u201d a quelle idee che erano ancora in penombra. Il contrabbasso di Matteo Priori \u00e8 il collante di una sezione ritmica variegata con pi\u00f9 batteristi: Stefano Bertolotti, Nik Taccori e Sergio Quagliarella. Poi ci sono la tromba di Francesco Giorgio e la chitarra targata \u201cRumor\u201d di mio figlio Elia\u00bb rivela Anelli. Elia con la band \u00e8 stato fra l\u2019altro alla selezione finale per \u00abSanremo Giovani 2016\u00bb (in diretta su Raiuno) e soltanto all\u2019ultimo sprint la sua formazione, della quale fanno parte Evita Polidoro e Marco Platini, \u00e8 stata esclusa.<\/p>\n<p>\u00abIn ogni canzone un dono\u00bb<\/p>\n<p>In \u00abGiorni usati\u00bb c\u2019\u00e8 musica nuova ma nei testi tornano i temi che pi\u00f9 stanno a cuore ad Anelli: il lavoro, l\u2019impegno civile, la storia. E la gratitudine, il senso di condivisione: \u00abNelle canzoni riporto suggestioni ricavate da incontri con persone, nel tempo. Ogni brano contiene qualcosa che qualcuno, inconsapevolmente, mi ha donato\u00bb. Da febbraio \u00abGiorni usati\u00bb anche in vinile che per gli appassionati, proprio come il rock\u2019n\u2019roll, non muore mai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorni usati &#8211; recensioni RUMORE recensione di Andrea Valentini &#8211; marzo 2016 Molti conosceranno Anelli per la carriera ventennale con i Groovers (una delle formazioni italiane roots rock pi\u00f9 quotate); da qualche anno \u00e8 entrato nella dimensione solista e questo nuovo disco ce lo mostra a proprio agio, in forma, con tante idee e canzoni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-491","page","type-page","status-publish","czr-hentry"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/491","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=491"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/491\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":554,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/491\/revisions\/554"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}