{"id":47,"date":"2014-01-18T14:32:30","date_gmt":"2014-01-18T14:32:30","guid":{"rendered":"http:\/\/micheleanelli.org\/?page_id=47"},"modified":"2018-09-13T07:01:36","modified_gmt":"2018-09-13T07:01:36","slug":"radio-liberta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/micheleanelli.org\/?page_id=47","title":{"rendered":"Radio Libert\u00e0: appunti"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Recensione: <a href=\"http:\/\/www.lisolachenoncera.it\/rivista\/letture\/radio-liberta-dalla-radio-della-resistenza-alla-re\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.lisolachenoncera.it\/rivista\/letture\/radio-liberta-dalla-radio-della-resistenza-alla-re\/<\/a>\u00a0di Andrea Romeo<\/p><\/blockquote>\n<p>Completando il titolo si potrebbe dire \u201cdalle radio della libert\u00e0 alle radio libere\u201d, perch\u00e9 l\u2019itinerario raccontato da <b>Michele Anelli<\/b>\u00a0(autore del libro, ma anche e soprattutto artista) parte proprio dalle prime trasmissioni effettuate quando ancora <!--?xml:namespace prefix = \"st1\" \/-->la Guerra era in corso, e si conclude, per ora, nel periodo delle radio libere, certamente quelle pi\u00f9 \u201cschierate\u201d, che hanno raccontato un pezzo importante, complesso e decisamente movimentato della nostra storia pi\u00f9 recente, ovvero gli anni \u201970.<\/p>\n<p><!--?xml:namespace prefix = \"o\" \/--><\/p>\n<p>Come dicevamo in apertura il fatto che, incidentalmente, l\u2019autore sia, prima che scrittore, musicista, fa si che il taglio della narrazione segua un percorso un po\u2019 particolare: non ci si limita ad una narrazione cronologica, ma la si utilizza come \u201cscheletro\u201d per giustapporvi, oltre alle esperienze personali, aneddoti raccolti durante interviste, titoli di brani che per differenti motivi hanno connotato periodi, luoghi, situazioni, brani che hanno fatto da colonna sonora per questo lungo cammino.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.lisolachenoncera.it\/static\/uploads\/2013\/Luglio\/Radio%20Liberta%20-%20radio%20antica.jpg?resize=190%2C126\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"126\" align=\"right\" \/>La musica, quindi, diventa uno strumento narrante, e la radio il mezzo, popolare, democratico, accessibile, che anche attraverso la musica si incarica di raccontare un pezzo di storia.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, chiaramente, \u00e8 molto interessante l\u2019analisi di come la radio \u00e8 stata considerata, a tratti temuta, utilizzata, in alcuni momenti repressa, mentre in altri \u00e8 stata comunque un fenomeno incontenibile, carsico, capace di muoversi \u201canguillescamente\u201d nell\u2019etere e di riemergere anche quando sembrava essere stata soppressa o zittita\u2026<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la radio non parla soltanto attraverso le onde, ma \u00e8 entrata a far parte della storia, della cultura, della narrazione sociale di un paese, ed oltre alle <i>trasmissioni<\/i> vere e proprie, a volte assurte a vere e proprie icone epocali, viene trasmessa anche dalle parole di chi ne racconta le origini, le vicessitudini, gli inciampi, le geniali intuizioni e la capacit\u00e0 di interpretare, mediare o stimolare la realt\u00e0 nella quale si inserisce.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 per questo che si passa dalle radio della Resistenza, con tutto il loro carico di responsabilit\u00e0, di speranze, di lampi di genio, alle radio \u201cche resistono\u201d, che non si piegano al mainstream, che non si vincolano ad editori schiavi del marketing, ma che si inventano programmazioni fuori dalle logiche di mercato, fuori dalle logiche del facile ascolto, per alcuni, davvero, fuori dalla logica delle cose\u2026 radio che gli ascoltatori, una volta fidelizzati, hanno faticato e faticano ad abbandonare, perch\u00e9 viaggiano su coordinate talmente differenti dal solito da creare una sorta di dipendenza.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio in questo contesto che trovano posto canzoni italiane, straniere, magari non le \u201csolite\u201d, ma quelle che alcuni possono definire di culto, quelle canzoni che non sempre sono considerate \u201cradiofoniche\u201d, per l\u2019argomento trattato, per la complessit\u00e0 musicale, oppure pi\u00f9 semplicemente perch\u00e9 \u201ctroppo lunghe\u201d e quindi poco funzionali a programmazioni blindate, scandite da tempi precisi, poco o per nulla elastici, incapaci di coinvolgere ma finalizzati solo ed esclusivamente ad \u201cintrattenere\u201d.<\/p>\n<p><b><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.lisolachenoncera.it\/static\/uploads\/2013\/Luglio\/Radio%20Liberta%20-%20Cover%20libro.jpg?resize=190%2C284\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"284\" align=\"left\" \/>Radio Libert\u00e0; Dalla Radio della Resistenza alla resistenza della Radio<\/b> racconta un tipo di radio, per cos\u00ec dire, residuale, che ancora oggi vive, o sopravvive, grazie ad ascoltatori \u201cincalliti\u201d, oppure grazie ai racconti che volumi come questo periodicamente ne fanno; gi\u00e0, perch\u00e9 molte di queste radio sono ormai spente da tempo, per motivi storici, per motivi legali, o pi\u00f9 spesso per mere questioni economiche, ma sopravvivono, ed a loro modo trasmettono, nelle pagine dei libri.<\/p>\n<p>Altre, in linea con il titolo, resistono, fra alti e bassi, ma con l\u2019obbiettivo preciso di non scendere a compromessi che non siano accettabili e soprattutto cercando ancor\u2019oggi di trasmettere la musica che vogliono senza diktat, senza obblighi verso nessuno, se non verso gli ascoltatori.<\/p>\n<p>\u00c8 vero: le antenne arrugginiscono, i trasmettitori si guastano, i supporti audio cambiano, ma le radio \u201cresistenti\u201d non mollano, e fino ad ora, tutto sommato, hanno avuto ragione\u2026<\/p>\n<blockquote><p><em>Recensione: <a href=\"http:\/\/www.sololibri.net\/Radio-Liberta-Dalla-radio-della.html\">http:\/\/www.sololibri.net\/Radio-Liberta-Dalla-radio-della.html<\/a>\u00a0 di Mario Bonanno<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>A un certo punto i dj delle radio si misero a parlare inglese, a trasmettere qualsiasi cosa suonasse inglese, comprese le pi\u00f9 improbabili (sempre pi\u00f9 Duran Duran e sempre meno Pink Floyd): fu l\u2019inizio della fine, la fine delle radio libere &#8211; \u201cma libere veramente\u201d, come cantava Finardi\u00a0-, del movimento giovanile, delle canzoni con dentro qualcosa da dire, con loro. Il tempo mercificato del bla bla e dei singoli-pilota-usa-e-getta si inaugura, come molto del peggio in circolazione, all\u2019alba degli anni Ottanta. L\u2019alba dei morti viventi che viene fuori dalle strisce del primo numero di Dylan Dog e deflagra, pur se tra mille sbrilluccichii, per la penisola fintamente\/perdutamente \u201cin tiro\u201d.<\/p>\n<p>Si intitola \u201cRadio libert\u00e0. Dalla radio della Resistenza alla resistenza della radio\u201d (Vololibero, 2013) il saggio che Michele Anelli dedica a genesi-sviluppo-sopravvivenza delle radio come mezzo di comunicazione pregnante e mai titolo \u00e8 suonato pi\u00f9 opportuno. Si parte da lontano, dai fuochi della guerra del novecentoquarantaquattro, da quando sulle note di \u201cFischia il vento\u201d, l\u2019emittente partigiana \u201cRadio Libert\u00e0\u201d diventa simbolo di lotta di liberazione. Si va avanti col tempo e nel tempo, con le epigoni della controinformazione e della musica ribelle anni Settanta, i loro nomi sono altrettante leggende: Radio Alice, Radio Onda Rossa, Radio Aut (quella di Peppino Impastato), Radio Popolare, sacche resistenziali contro l\u2019informazione ingessata\/omologata &#8211; tra una canzone di Lolli e una di De Andr\u00e8, Springsteen, Finardi, Dylan, i Clash\u00a0-, insofferente ai diktat del marketing: notizie, canzoni e consapevolezza al prezzo di uno, ancora un volta, una volta di pi\u00f9, sotto la bandiera della libert\u00e0 (la sola degna di garrire davvero).<\/p>\n<p>Intercettando le esperienze locali di Radio Libert\u00e0 (Piemonte) e quelle nazionali delle emittenti ancora libere (malgrado tutto), Anelli ci propone dunque il suo \u201cromanzo popolare\u201d sull\u2019Italia \u201cche resiste\u201d, pretesto per un discorso sull\u2019affrancamento dal valore quasi pedagogico, che non la mena, per\u00f2, con pistolotti e sermoncini vari. Quella di Anelli \u00e8, infatti, una ricostruzione storica meticolosa ma non noiosa (passa da aneddoti, citazioni, interviste), irrobustita da Musica e Parole con tanto di maiuscole: le stesse che suonano ancora sulle frequenze di certe radio.<\/p>\n<p>I miei detrattori dicono che ce l\u2019ho con la musica straniera, ma si sbagliano: non sopporto piuttosto la paccottiglia pop anglo-americana che ci viene ammannita per musica, oggi come oggi. Voglio chiudere, alla faccia loro, con una citazione di Woody Goothrie, mutuata da questo libro di Michele Anelli:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cNon si possono cantare canzoni che non protestano, non gridano, non lottano\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Potrebbe valere anche per le emittenti radiofoniche: se le parole sono pietre, quelle delle canzoni possono esserlo di pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione: http:\/\/www.lisolachenoncera.it\/rivista\/letture\/radio-liberta-dalla-radio-della-resistenza-alla-re\/\u00a0di Andrea Romeo Completando il titolo si potrebbe dire \u201cdalle radio della libert\u00e0 alle radio libere\u201d, perch\u00e9 l\u2019itinerario raccontato da Michele Anelli\u00a0(autore del libro, ma anche e soprattutto artista) parte proprio dalle prime trasmissioni effettuate quando ancora la Guerra era in corso, e si conclude, per ora, nel periodo delle radio libere, certamente quelle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-47","page","type-page","status-publish","czr-hentry"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/47","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/47\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":772,"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/47\/revisions\/772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/micheleanelli.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}