{"id":29721,"date":"2021-08-08T15:39:49","date_gmt":"2021-08-08T15:39:49","guid":{"rendered":"http:\/\/micheleanelli.org\/?page_id=29721"},"modified":"2021-09-05T08:57:36","modified_gmt":"2021-09-05T08:57:36","slug":"29721-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/micheleanelli.org\/?page_id=29721","title":{"rendered":"RECENSIONI &#8220;Sotto il cielo di memphis&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>VINILE N. 40 LUGLIO\/AGOSTO 2021 Michele Neri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Michele Anelli SOTTO IL CIELO DI MEMPHIS<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Progetto complesso e sfaccettato questo di Michele Anelli, cantante chitarrista con oltre trent\u2019anni di discografia sulle spalle, i primi dischi con The Groovers e Thee Stolen Cars, risalgono al 1990. SOTTO IL CIELO DI MEMPHIS \u00e8 il nuovo album, uscito in vinile e in Cd con configurazioni ben differenti. Il progetto comprende anche un 45 giri registrato nei celebri studi americani FAME. E partiamo da qui, da Ballata arida ed Escluso il cielo sono stati registrati in trio da Michele Anelli (voce e chitarra acustica) con Bob Wray (basso elettrico) e Justin Holder (batteria e percussioni), l\u20198 ottobre del 2019 negli studi Fame Muscle Shoals in Alabama. Nell\u2019estate successiva Andrea Lentullo (Wurlitzer e Hammond) e Elia Anelli (chitarre elettriche), hanno completato i brani nello Streetcore Studio in provincia di Novara. Queste due canzoni sono finite su un 45 giri, come si faceva una volta, per suggellare un momento irripetibile per Michele, per tenerle separate dal progetto che nel frattempo prendeva piede, quello di un nuovo album. SOTTO IL CIELO DI MEMPHIS \u00e8 stato registrato tra Como e Novara tra il 28 settembre e il 15 dicembre 2020, giusto quindi che le due canzoni registrate negli Stati Uniti, rimanessero separate anche se come vedremo, un punto di contatto alla fine ci sar\u00e0. In queste nuove sessioni italiane, Anelli \u00e8 accompagnato dal nucleo storico degli ultimi tempi, il brillante tastierista Andrea Lentullo che caratterizza con il suo Wurlitzer e il suo Hammnod, le evocative e a volte polverose ballate del titolare. Poi c\u2019\u00e8 la solida ritmica formata da Paolo Legramandi (basso) e Nik Taccori (batteria) e ci sono le chitarre di Elia Anelli e Cesare Nolli. A loro si aggiunge qua e l\u00e0 la bella voce di Elisa Begni.<\/p>\n\n\n\n<p>SOTTO IL CIELO DI MEMPHIS \u00e8 un bel disco di ballate rock cantate in italiano con echi del Neil Young di met\u00e0 settanta (Appunti), con belle melodie accattivanti (Quello che ho e Fino all\u2019ultimo respiro) e atmosfere pi\u00f9 rarefatte (Tenerezza) o evocative (\u00c8 solo un gioco). Insomma c\u2019\u00e8 una solida variet\u00e0 stilistica in questo album. Molto bella anche la confezione con la copertina apribile e un generale livello cartotecnico di elevata qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c\u2019\u00e8 il Cd che non \u00e8 semplicemente la versione digitale dell\u2019album, \u00e8 molto di pi\u00f9. La copertina \u00e8 diversa e differente \u00e8 anche il titolo, SOTTO IL CIELO DI MEMPHIS E ALTRE STORIE. Vediamo nel dettaglio il contenuto: le otto canzoni dell\u2019album ovviamente, poi ci sono i due brani del 45 giri registrato in Alabama, a proposito notiamo che Ballata arida \u00e8 presente in due versioni, quella dell\u2019album e quella del singolo. Poi ci sono cinque demo registrati in studio di cui gli ultimi due in forma live. Insomma fa davvero bene al cuore vedere questa cura applicata a un progetto musicale, l\u2019attenzione posta ai vari formati. Questo indipendentemente dal fatto che ci troviamo davanti a un prodotto musicalmente molto valido, cosa che rimane senz\u2019altro la pi\u00f9 importante anche se il contorno, questo tipo di contorno, non \u00e8 da sottostimare. Per scelta, assolutamente condivisa da chi scrive, l\u2019album non sar\u00e0, almeno inizialmente disponibile, in streaming.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>CLASSIC ROCK N. 106 AGOSTO 2021- Antonio Bacciocchi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Michele Anelli cammina da tanti anni in sentieri musicali personali, nella classica direzione ostinatamente contraria, alla ricerca del suono dell\u2019anima, tra rock, blues, garage, soul. Il nuovo album sublima il suo infinito percorso (inclusi due brani registrati ai prestigiosi studi Muscle Shoals, usciti anche su 45 giri, accompagnato da due pilastri del soul americano). Dieci canzoni intense, profonde, vissute, che ci portano in un mondo rock con ampie tinte \u201cblack\u201d e con un taglio compositivo che abbraccia spesso quello del Lucio Battisti dei Settanta, attraverso momenti di assoluta eccellenza. Un lavoro in cui anima, poesia e \u201cstrada\u201d s\u2019incrociano alla perfezione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>RUMORE N. 356 \u2013 SETTEMBRE 2021 \u2013 Manuel Graziani<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Presi dal nuovo cantautorato, snobbiamo chi sta in giro da un po\u2019: Cesare Basile e Amerigo Verardi, per dire. Michele Anelli, che dagli Stolen Cars ai Groovers \u00e8 decisamente in credito con la notoriet\u00e0. Da un decennio il musicista e scrittore piemontese scava nella musica popolare con un lavoro sottotraccia poetico e politico, raffinato e muscolare. La sua lirica leggerezza r\u2019n\u2019r deflagra in questo album figlio di un viaggio a Memphis per i 30 anni di matrimonio. L\u00ec, con musicisti americani, ha registrato due pezzi nei FAME Studios dell\u2019Alabama pubblicati su 7\u201d. Al rientro ne ha scritti altri otto spalmandoli nei solchi di un vinile. La versione su CD li raccoglie tutti pi\u00f9 cinque inediti. E gi\u00f9 applausi per portato Battisti il cielo di Memphis, [nel nome di Elvis (e del Paisley)]<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BLOW UP N.\u00a0280 &#8211;\u00a0 SETTEMBRE 2021 &#8211; Federico Guglielmi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel tanto che ha fatto, Michele Anelli ha sempre messo il cuore. Dalla fanzine Fandango alle proficue esperienze alla guida di Stolen Cars e Groovers, dalle collaborazioni pi\u00f9 o meno estemporanee ai libri fino a una carriera da solista ora giunta al quarto atto, la ricca produzione del musicista piemontese \u00e8 un manifesto di sincerit\u00e0, impegno, bisogno di seguire la propria voce interiore; un approccio encomiabile che, se sviluppato in ambiti artistici, deve per\u00f2 poggiare su solide basi qualitative, pena l\u2019inefficacia. A scanso di equivoci, il problema non riguarda questo CD, che raccoglie brani di diversa provenienza incisi nel 2019\/2021: i primi otto sono quelli di \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d, album edito contemporaneamente solo in vinile e altri due da un 45 giri inciso agli storici FAME Studios di Muscle Shoals (Alabama), mentre gli ultimi cinque sono outtake per ampliare il quadro. Non un\u2019antologia insomma, bens\u00ec il resoconto di un\u2019intera fase creativa, sfaccettata ma con coerenza. L\u2019area stilistica \u00e8 quella di un rock \u201call\u2019americana\u201d ma i davvero irruente, intriso di aromi in ogni senso <em>soulful<\/em> e arrangiano con eccellente equilibrio e gusto impeccabile. Un rock cantautorale sviluppato in eleganti ballad d\u2019atmosfera, forte di ottimi intrecci di chitarre, tastiere e ritmi, di testi in italiano molto evocativi e a un canto che fa pensare a seconda dei casi al Battisti pi\u00f9 misurato o a un Battiato meno esangue. \u201cClassico\u201d ma al contempo piuttosto personale e intenso, con <em>Fino all\u2019ultimo respiro<\/em>, <em>Ballata arida <\/em>presente in due versioni,; una ospita Paolo Enrico Archetti Maestri degli YoYo Mundi) ed <em>Escluso il cielo<\/em> come momenti di (appena) maggiore impatto. 7\/8<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>WEBZINE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>MESCALINA \u2013 Marcello Matranga<\/strong> &#8211; <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3icnr8y\">https:\/\/bit.ly\/3icnr8y<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Niente sar\u00e0 come prima&#8230;.Tranquilli, non \u00e8 l&#8217;incipit di uno dei soliti discorsi sulla pandemia, sui No Vax etc. NO!! Questa \u00e8 una constatazione pura e semplice. Mi spiego. Non so voi, ma trascorrendo pi\u00f9 tempo a casa, ascolti, letture, visioni, percezioni si sono di fatto acuite. Ho notato che presto molta pi\u00f9 attenzione di quanto non facessi prima, specie quando ascolto musica. Prima di lasciare spazio al giudizio tendo a &#8220;calarmi&#8221; nelle atmosfere di un disco, lasciandomi avvolgere dall&#8217;ascolto, leggendo testi e ritornando su certi passaggi. E cos\u00ec \u00e8 avvenuto (anche) per questo Sotto Il Cielo di Memphis, nuovo lavoro di Michele Anelli. Conosco Michele dai tempi lontani degli Stolen Cars e poi dei Groovers, prosenguendo con la carriera solista, i Chemako&#8230;.Insomma, sono pi\u00f9 di trent&#8217;anni ormai che i miei ascolti incrociano regolarmente le sue produzioni.<br \/>Ma questo Sotto Il Cielo di Memphis costituisce una vera e propria sorpresa, grazie ad canzoni, testi, sonorit\u00e0 e produzione, che sono praticamente perfette. Nato grazie ad un tour musicale che ha portatio Michele da New York per poi preseguire verso Asbury Park NJ, Nashville, Memphis, Clarksdale, Tupelo con tappa conclusiva a Muscle Shoals dove Anelli decide di mettersi in contatto con i Fame Recording Studios, riuscendo a fissare una giornata di registrazioni che porta in dono due pezzi, Ballata Arida ed Escluso Il Clielo, registrate insieme a due pezzi da novanta come Bob Wray (bassista che ha inciso con gente quale ZZ Hill, BB KIng, Wilson Pickett, Emmylou Harris, Steve Forbert, Jack Tempchin, Roy Orbison, Duane Eddy, e decine di altri) e il batterista Justin Holder. Parte da qui la genesi di questo disco che ha poi visto aggiungersi gli altri pezzi che completano l&#8217;album.<br \/>Se i due pezzi test\u00e8 citati sono certamente il fulcro dell&#8217;album, attenzione a non sottovalutare il resto, perch\u00e8 fin dall&#8217;iniziale Appunti dolcemente malinconica e riflessiva, si pu\u00f2 chiaramente percepire quali sar\u00e0 il mood dell&#8217;album, come dimostrato dalla seguente Quello Che Ho, in cui spicca la doppia voce di Elisa Begni (che ritroviamo anche in Ballata Arida). Piace il groove di Spalo Nuvole, una delle canzoni che cambiano il tempo del disco, e dove emerge un chiaro riferimento a geometrie sonore che caratterizzano un gruppo come i Black Pumas. Importante il lavoro fatto dai musicisti che accompagnano Michele nel disco, e che si aggiungono a quelli gi\u00e0 citati prima, ovvero Cesare Nolli, chitarra elettrica, percussioni, Paolo Legramandi al basso, Nik Taccori alla batteria, Elia Anelli chitarra elettrica, Andrea Lentullo, Wurlitzer.<br \/>Sotto Il Cielo di Memphis \u00e8 disponibole in una curatissima edizione in vinile limitata a 250 copie con allegato il 45 gire che include i due pezzi registrati a Muscle Shoals, oppure in CD con aggiunti cinque demos.Un album ricco di ballate piacevolissime, perfette da ascoltare godendosi un bel tramonto estivo, immersi nel silenzio per goderne della piacevolezza e sul quale torneremo per approfondire diversi aspetti interessanti con una chiacchierata con Michele Anelli. Nel frattempo, se potete, non perdetevi la presentazione live di Sotto Il Cielo di Memphis del prossimo 30 Luglio a Borgomanero (No). Occasione ghiotta per gustarvi on stage le atmosfere di questo gran bel disco.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>OFF TOPIC MAGAZINE Recensione di Roberto Bianchi<\/strong> <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3A0VV4d\">https:\/\/bit.ly\/3A0VV4d<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Michele Anelli non \u00e8 un pivello, suona e scrive da pi\u00f9 di trent\u2019anni, \u00e8 stato la voce dei Groovers oltre che il fondatore degli Stolen Cars; aggiungo che \u00e8 soprattutto una persona splendida, con una sensibilit\u00e0 fuori dal comune. Il suo quarto disco solista, Sotto il Cielo Di Memphis, \u00e8 un perfetto connubio tra apparenza e sostanza. Apparenza perch\u00e9 il packaging \u00e8 sopraffino: Il prodotto, a tiratura limitata, contiene il disco in Vinile con copertina pieghevole, un 45 giri registrato al Fame Recording Studio di Muscle Shoals in Alabama e un CD, arricchito da cinque tracce aggiuntive. La grafica \u00e8 curata e accattivante, un gioiello tutto da gustare. Sostanza per il semplice fatto che Mick \u00e8 molto bravo a scrivere canzoni, coniugando melodie accattivanti con parole intelligenti; se questo non bastasse con lui hanno lavorato musicisti di classe cristallina che hanno avvolto le canzoni con un sound intenso e molto diretto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Vinile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le otto tracce del vinile sono figlie legittime del pensiero espresso da Michele Anelli: racconti intimi, introspettivi, ricchi di emozioni e ricordi, permeati da qualche momento di lieve nostalgia, ma contornati da un alone di gioia. La musica \u00e8 asciutta, diretta, senza orpelli o manipolazioni. Il disco \u00e8 stato registrato con i fidi Goosebumps Bros., ovvero Cesare Nolli alle chitarre, Paolo Legramandi al basso e Nik Taccori alla batteria. In seguito sono state aggiunte le tastiere di Andrea Lentullo, la bella voce di Elisa Begni e la chitarra elettrica di Elia Anelli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPenso che esistano, nel corso degli anni, uno o pi\u00f9 viaggi che ci attendono, non conosciamo il tempo e il modo in cui si manifesteranno, Sotto Il Cielo Di Memphis racchiude uno di questi viaggi iniziato un giorno di settembre 1989, con la voce gospel di Elvis Presley, verso una strada libera da percorrere, in cui le storie avessero il sapore del rock\u2019n\u2019roll\u201d. (Michele Anelli)<\/p>\n\n\n\n<p>A Memphis sono nate le giuste suggestioni, gli stimoli che hanno elevato la creativit\u00e0 dell\u2019artista, portandolo alla scrittura delle nuove, e bellissime, canzoni!<\/p>\n\n\n\n<p>Con queste premesse mi accingo a mettere sul piatto il lato \u201cA\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La traccia 1, Appunti, inizia con un riff tagliente sostenuto dalla precisa ritmica e dalle riuscite armonie. La voce di Michele \u00e8 convincente, flessibile e ben modulata. Un sound senza tempo, e senza confini, che rende evidente uno stile personale, figlio legittimo di un\u2019evidente maturit\u00e0 espressiva. Bellissimo il testo che riassume le tematiche del disco: \u201cSotto il cielo di Memphis, nel nome di Elvis, con te che in punta di piedi arrivi giusta alle mie labbra\u201d. Quello Che Ho ci riporta alla fine degli anni sessanta: l\u2019organo di Andrea Lentullo richiama il sound di Ray Manzarek, i controcanti della bravissima Elisa Begni confermano l\u2019impronta volutamente retr\u00f2 della canzone. Un\u2019amorevole e sentita poesia: \u201cTutto quello che ho \u00e8 un pezzo di carta con le mie parole e le mani sporche di vernice perch\u00e9 ho colorato il cielo come piace a te\u201d. Tenerezza inizia con il tipico piglio della ballata lenta, ma nella seconda met\u00e0 evolve inaspettatamente grazie a una ritmica molto particolare e intrigante. Un plauso all\u2019eccellente drumming di Nik Taccori e al solido groove di Paolo Legramandi. Pura e intensa semplicit\u00e0: \u201cQuanta tenerezza, aiuta, protegge, nella gioia, nel dolore, nel freddo delle parole\u201d. Fino All\u2019Ultimo Respiro ci riporta alla fine degli anni sessanta con un sound fresco e giocoso. L\u2019apparente leggerezza \u00e8 solidificata dai profondi contenuti: \u201cE senza chiedere permesso liberi di sbagliare io da solo non so stare lontano da guai Fino all\u2019ultimo respiro, fino all\u2019ultimo con te\u201d. Il video riassume alla perfezione l\u2019intimit\u00e0 del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Che bello alzarsi per girare il vinile, tocca al lato \u201cB\u201d: non fraintendete, \u00e8 solo una facciata!<\/p>\n\n\n\n<p>La chitarra distorta di Elia Anelli apre la splendida Ballata Arida che \u00e8 caratterizzata da un notevole impianto sonoro e vocale, nobilitato dall\u2019apporto della bella voce di Elisa Begni. Le parole sono il costante valore aggiunto: \u201cNon vivi in funzione di altri, non credi a quelle risposte facili e vogliamo restare liberi da chi ha in testa ballate aride\u201d.\u00c8 Solo Un Gioco \u00e8 il brano che evoca maggiormente qualche mostro sacro: ci sono echi di Lucio Battisti e tracce di Francesco De Gregori, ma il brano \u00e8 intriso di personalit\u00e0. Nostalgia e anticonformismo: \u201cL\u2019atmosfera surreale in questo prato che non sanno tagliare, non ho fatto il gesto della croce, chiss\u00e0 se cambia o finisce sempre uguale\u201d. Spalo Nuvole \u00e8 ritmata, intensa e pulsante; entra nella testa e ti avvolge col suo incalzante divenire e nel finale sorprende grazie al bell\u2019assolo chitarristico di Elia Anelli. Il coraggio di esprimersi: \u201cHo parole che sanno di pioggia, parole che hanno la mia faccia, le prendo, le cambio, le aggiusto, le tolgo, le lancio negli occhi di questo mondo\u201d. L\u2019ultimo diamante del vinile \u00e8 Sono Chi Sono, una ballata folk che interseca alla perfezione le parole con la melodia. \u00c8 la degna chiusura di un disco senza tempo, un\u2019opera coraggiosa e ricca di contenuti elevati, che ci regalano profonde emozioni. Uno sguardo verso il domani: \u201cUna foto di te conserver\u00f2 nemmeno intera, giusto il bordo per ricordarmi chi eri anche quando dormo\u201d. Una citazione particolare per i precisi ed essenziali suoni delle chitarre di Cesare Nolli, che s\u2019insinuano in ogni brano, senza mai essere invadenti, lasciando nel profondo un segno indelebile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il 45 giri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ballata Arida, side A \/ Escluso Il Cielo, side B Il progetto dell\u2019intero lavoro \u00e8 nato da un viaggio americano del 2019 negli States che Mick ha fatto con la moglie Federica per festeggiare trent\u2019anni di matrimonio. Un sogno nel cassetto diventato realt\u00e0, con due canzoni pronte per essere registrate nei leggendari studi FAME di Muscle Shoals. Il cartello sopra l\u2019ingresso degli studi recita: \u201cAttraverso queste porte camminano i migliori musicisti, cantautori, artisti e produttori del mondo\u201d. Questo \u00e8 vero oggi come lo era nel 1961. Da quando ha aperto le sue porte, FAME ha accolto artisti di regalit\u00e0 musicale come Etta James, Wilson Pickett, Aretha Franklin, Alicia Keys, Demi Lovato e Jason Isbell. Un luogo magico! Ballata Arida ed Escluso Il Cielo sono state mixate da Don Srygley e registrate da John Gifford III. Insieme a Mick hanno suonato la grande certezza Bob Wray al basso elettrico e il talentuoso Justin Holder alla batteria e percussioni. Negli studi Streetcore di Invorio sono state aggiunte le tastiere di Andrea Lentullo e le chitarre di Elia Anelli. Ballata Arida rispetto al brano del vinile \u00e8 meno ruvida, l\u2019intro di chitarra \u00e8 pi\u00f9 rilassante, melodico: un perfetto invito all\u2019ascolto. Lo sviluppo include la doppia voce con la suggestiva presenza di Paolo Enrico Archetti Maestri (Yo Yo Mundi). Una convincente versione alternativa. Escluso il Cielo \u00e8 il perfetto collante tra il passato e il futuro. L\u2019arrangiamento ci conduce verso il progressive rock italiano degli anni settanta, grazie ai suoni dell\u2019organo Hammond e il piano Wurlitzer. Come sempre le parole sono importanti: \u201cHo disobbedito alla tentazione di stare in questa vita senza un\u2019opinione. Ho disobbedito all\u2019estate, sto con l\u2019inverno, la pioggia, la neve\u201d. Un convincente invito a non omologarsi, a valorizzare ogni propria opinione! Il 45 giri ha un solo grande difetto: il foro centrale \u00e8 quello degli LP, come faccio a metterlo nel mio mangiadischi?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il CD<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il compact disc, come premesso, arricchisce l\u2019offerta con l\u2019aggiunta di cinque interessanti tracce demo, che rendono evidente la versatilit\u00e0 dell\u2019artista. Mi \u00e8 piaciuta moltissimo Giovanni e il R\u2019n\u2019R Come Cura Contro L\u2019Indifferenza, una ballata che ha una solida struttura. Molto valida anche Il Figlio, di cui apprezzo l\u2019originalit\u00e0 e il grande potenziale. Che cosa aggiungere? Semplicemente un \u201cgrazie\u201d!<\/p>\n\n\n\n<p>Caro Michele mi permetto di rubarti qualche parola e aggiungo che \u00e8 un piacere condividere con Te \u201cUn Universo di Emozioni Cantate In Musica\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ROOTSHIGHWAY \u2013 Nicola Gervasini <a href=\"https:\/\/bit.ly\/37uX2gi\">https:\/\/bit.ly\/37uX2gi<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qualche giorno fa sui suoi social Michele Anelli ha scritto \u201cL\u2019altra sera ho sentito il corpo desideroso di scaraventare fuori tutta l&#8217;energia possibile, come se avessi dentro i Clash a sostenere le mie braccia. Sentire che gli anni passati a suonare e cantare con i Groovers e gli Thee Stolen Cars siano stati cos\u00ec importanti e propedeutici a essere quello che sono.\u201d. Sta in questa frase l\u2019essenza della sua pi\u00f9 recente carriera discografica, dove gli anni del rock da strada in inglese appaiono lontani dalle canzoni presenti in album come Divertente Importante del 2018 o Michele Anelli &amp; Chemako del 2013, ma l\u2019energia che scorre nel sangue \u00e8 sempre la stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Stavolta Anelli per\u00f2 ha voluto fare le cose in grande, andando a registrare il nuovo Sotto il Cielo di Memphis letteralmente sotto quel cielo. Anzi, in quel tempio di gran parte della musica che amiamo e che sono i Muscle Shoals, dove Anelli ha immerso le sue canzoni nei suoni degli studi, col vantaggio di poter anche usufruire della collaborazione di qualche storico session-man della zona come il bassista Bob Wray (l\u2019elenco delle sue collaborazioni fa girare la testa, da Al Green a Ray Charles) e Justin Holder, oltre alla produzione del suono di John Gifford III, uno che ha lavorato, per esempio, anche all\u2019ultima fatica di Gregg Allman prima di lasciarci. Con queste premesse il suono del disco lo potete immaginare, anche se poi la sua band, i Goosebumps Bros (Cesare Nolli, Paolo Legramandi e Nik Taccori, con l\u2019aggiunta di Andrea Lentullo e Elia Anelli), ha registrato in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che rende particolare il disco per\u00f2 \u00e8 il fatto che se il sound cerca l\u2019omaggio e l\u2019effetto retr\u00f2, la scrittura resta quella sua pi\u00f9 recente, molto vicina a un cantautorato italiano classico, quasi alla Ivan Graziani, sottolineato dalla voce di Anelli, sempre pi\u00f9 pulita e usata su toni alti. Anzi, l\u2019iniziale Appunti ricorda addirittura l\u2019Amarsi un Po&#8217; di Lucio Battisti, mentre Quello che Ho \u00e8 un bel duetto melodico con la voce di Elisa Begni dei Bluedaze. E dopo Tenerezza, caratterizzata da un bel crescendo finale, arriva Fino all\u2019Ultimo Respiro, un brano decisamente Finardi-style anche nel testo, caratterizzato per\u00f2 da un bell\u2019organo vintage alla Booker T Jones. La seconda parte \u00e8 dedicata a brani pi\u00f9 riflessivi, come Ballata Arida, quasi un lento da beat italiano degli anni 60, e \u00c8 solo un Gioco, mentre Spalo Nuvole ha un\u2019atmosfera pi\u00f9 da Black Music anni 70, per finire con la sofferta dichiarazione di Sono Chi Sono.<\/p>\n\n\n\n<p>La &#8220;Memphis Pack edition&#8221; del disco (LP, CD e 45 giri) contiene demo inediti che aggiungono sale ad un piatto gi\u00e0 ricco: Anelli dimostra infatti con questo album che anni di esperienza sulla strada e sui palchi cominciano a pesare anche in fase produttiva, perch\u00e9 Sotto il Cielo di Memphis \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di un semplice omaggio alla musica che l\u2019ha ispirato, un disco molto maturo e personale, semplicemente immerso nel Mississippi esattamente come il Manzoni risciacqu\u00f2 nell\u2019 Arno i suoi Promessi Sposi. E sebbene il disco sia al 100% italiano nello stile di canto e scrittura, a Memphis credo abbiano approvato con stima.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><a><strong>ONDE INDIEPENDENTI<\/strong> By Alessandro <\/a>Lug 08, 2021 <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3xayEeh\">https:\/\/bit.ly\/3xayEeh<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Michele Anelli \u00e8 musicista e scrittore, ex leader e voce dei Groovers, una delle pi\u00f9 stimate rock\u2019n\u2019roll band italiane (premio alla carriera al MEI di Faenza nel 2009), nonch\u00e9 fondatore, nel 1987, ed ex bassista della garage punk band Thee Stolen Cars.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019album in questione \u00e8 composto da 15 tracce che trasudano della sapienza e saggezza di Michele Anelli, un grande musicista ma soprattutto un grande scrittore, che riesce a trasmettere le sensazioni di vivere a Memphis nel 1989, anni in cui la mentalit\u00e0 rock n roll e soul ha forgiato uno stile di vita nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si inizia questo viaggio con \u201cAppunti\u201d e si prosegue poi con \u201cQuello che ho\u201d una canzone che manda un messaggio grandissimo: anche chi ha poco pu\u00f2 fare moltissimo. In questo brano Anelli sostiene di avere solo un pezzo di carta con su scritti i suoi pensieri e le mani sporche di pittura per aver colorato il cielo come piace a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Si prosegue con \u201cTenerezza\u201d una canzone che valorizza ogni attimo di tempo vivibile, addirittura quello in cui si fa un respiro. \u201cFino all\u2019ultimo respiro\u201d inizia con un motivetto allegro ma che testimonia la caparbiet\u00e0 di un individuo nel perseguire il suo obiettivo, non provare mai paura e affrontare qualunque sia la tua battaglia ma sempre con il sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBallata Arida\u201d \u00e8 una canzone che parla invece della paura di un giovane di non piacere alle persone o di non conoscere le parole giuste perch\u00e9 \u201carido\u201d e purtroppo non c\u2019\u00e8 una risoluzione se non l\u2019attesa della maturazione. \u201c\u00c8 solo un gioco\u201d parla sempre in chiave metaforica di tutte le difficolt\u00e0 che una persona incontra nella vita, a dimostrare che tutti partiamo con \u201cle scarpe sporche di fango\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSpalo Nuvole\u201d \u00e8 una canzone molto ritmata, con un giro di chitarra molto soul che cattura l\u2019attenzione oltre ad il messaggio magnifico che sottintende: far tesoro delle difficolt\u00e0 e delle incertezze ed imparare ad andare avanti cercando di tirare fuori il meglio da ognuna di queste situazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel complesso tutti i brani di \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d racchiudono un meraviglioso messaggio, avvolto da una musica molto raffinata e ricercata, di cui sono stati curati tutti i dettagli, dalla produzione audio alla selezione della progressione di accordi. Ogni traccia trasuda l\u2019esperienza accumulata da Michele Anelli nella sua lunga carriera e dal team che ha permesso la realizzazione del suo lavoro. <a>\u201cSotto il cielo di Memphis\u201d \u00e8 veramente un \u201cpezzo da 90<\/a>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SYSTEM FAILURE WEBZINE<\/strong> &#8211; Redazione <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3rLSDyT\">https:\/\/bit.ly\/3rLSDyT<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esistenza a volte sembra vuota e senza senso, un\u2019esistenza che pu\u00f2 essere piena di accidia, di inerzia totale, sia fisica che mentale. Il disco di Michele Anelli, invece, riempie di senso e di contenuti la nostra esistenza. \u00c8 un disco che trasmette poesia, amore per la musica, amore per la vita. \u00c8 un disco che trasmette un piglio tanto indie, tanto verace e genuino, un disco dalle sfumature rock, blues, folk, un disco di un grande cantautore contemporaneo con il cuore pieno di cose da dire, con l\u2019anima traboccante di versi da cantare. \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d non \u00e8 solo un viaggio musicale: \u00e8 un viaggio di sensazioni, di emozioni, di parole, di immagini colorate e sgargianti. Ascoltando \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d troviamo melodie delicate, leggiadre, soffici come ovatta, troviamo armonie splendide e fiammanti, un cantato accattivante e carismatico allo stesso tempo, un\u2019esecuzione mirabile, un songwriting tanto ben calibrato, \u00e8 un disco pregno di qualit\u00e0 da parte di un artista che riesce ad offrire un mondo interiore davvero sterminato, un disco che mette in mostra anche produzione, mix e master notevoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Come non notare \u201cQuello che ho\u201d, una canzone tanto ritmata, poetica, eccezionale, una canzone con doppio cantato che a tratti fa rabbrividire. Un lirismo stupefacente attraversa le varie canzoni e in \u201cTenerezza\u201d e in \u201cBallata arida\u201d (canzone che troviamo in duplice versione) raggiunge l\u2019apice. \u201cTenerezza\u201d, tra l\u2019altro, \u00e8 una canzone che sembra voler trasformare un sentimento, la tenerezza, in onde musicali tenui, impercettibili. Che bel climax troviamo in questa canzone! Ascoltando \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d viene da pensare a film \u201con the road\u201d come \u201cWild\u201d o \u201cInto the wild\u201d: lo spirito peregrino, ramingo primeggia nell\u2019album di Michele Anelli. Le frasi di chitarra, in \u201cFino all\u2019ultimo respiro\u201d come in altre canzoni, disegnano una trama preziosa: in \u201cFino all\u2019ultimo respiro\u201d poi supportate queste frasi da un cantato elettrizzante che a tratti mi ricorda il maestro Battiato. \u201cSono chi sono\u201d, invece, trasmette note di malinconia. Il disco di Michele Anelli \u00e8 una \u201ccornucopia\u201d di parole e immagini folgoranti e i vari arrangiamenti mirano a far brillare come diamante questo professionista della parola e delle vibrazioni dell\u2019assoluto. Il \u201cbilancino dell\u2019anima\u201d presente in voi stessi potr\u00e0 misurare con precisione le sfumature del creato e dell\u2019io interiore che questo artista ci propone.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEscluso il cielo\u201d \u00e8 una canzone simbolo del disco: la leggiadria, il lirismo, le onde sonore a tratti appassionate, i suoni onirici, luminosi, tutto per trasmettere un viaggio mentale meraviglioso\u2026Grande effettistica in \u201cHo sparato al domani\u201d, una canzone psych che per alcuni passaggi pu\u00f2 mandare la mente tranquillamente ai mitici Pink Floyd. Le parole sembrano non riuscire a descrivere in modo completo le emozioni che si provano dentro con l\u2019ascolto di \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d, un disco che, nonostante alcuni tratti intimi e delicati, risulta come un fiume in piena, come torrente che ci travolge, come marosi incontenibili, un disco struggente per coloro che ancora sanno sognare, lontani dal fangoso mondo materiale senza senso. Allora \u201cResta libero\u201d ascoltatore e assapora quanta pienezza dell\u2019anima si pu\u00f2 trovare \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d\u2026.lontano dal mainstream mediatico, lontano dall\u2019imperante video-sfera che tutti soggioga\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Radiocoop<\/strong>&nbsp; &#8211; Antonio Bacciocchi <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3A0aEwf\">https:\/\/bit.ly\/3A0aEwf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Un lungo cammino raccoglie tante esperienze, maturit\u00e0, ricchezza (non quella economica, ma culturale, dell\u2019anima, del cuore). Michele Anelli cammina da tanti anni e questo nuovo album sublima il suo infinito percorso (inclusi due brani registrati ai prestigiosi studi Muscle Shoals, in Alabama, usciti anche su 45 giri, accompagnato da due pilastri del sound soul americano). Le dieci canzoni ci portano in un mondo soul rock con un taglio compositivo (e vocale) che abbraccia spesso quello del Lucio Battisti dei 70, attraverso momenti di assoluta eccellenza. Anima, sangue e cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Evrapress<\/strong> \u2013 Chaos &#8211; <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3ygIL2q\">https:\/\/bit.ly\/3ygIL2q<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre reputato il talento di Ivan Graziani inarrivabile. Un\u2019ironia graffiante, tematiche profondissime ordinate in cassetti puliti di qualsiasi retorica d\u2019accatto e musica, musica eterea, irresponsabile, quasi blasfema per quanto popolare ed easy-listening riuscisse ad essere, non correndo mai il rischio di scadere nel banale. Ripeto, inarrivabile. Eppure \u00e8 impossibile ascoltare \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d, il nuovo album di Michele Anelli, uscito il 4 luglio scorso per Delta Records &amp; Promotion e non riconoscere che il livello raggiunto dal cantautore di Stresa lambisce quell\u2019asticella posta ad un\u2019altezza altissima dall\u2019Ivan nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Disco inappuntabile dal punto della produzione, registrato tra il Fireplace (piccolo studio nel comasco) ed il Fame Studio Recordings (Muscle Shoals, Alabama) che si distingue dalle solite produzioni italiane proprio per sonorit\u00e0 curatissime e convincenti e delle chitarre registrate con rara attenzione. Un album di ben 15 tracce che ci portano a sonorit\u00e0 che spaziano dal tex-mex, all\u2019indie italiano, al pop anni \u201980, con una leggerezza ed un\u2019accuratezza che sottolineano il carattere poliedrico del cantautore piemontese. Davvero fatico a trovare in Italia un disco migliore di questo da almeno 10 anni in qua. Una perla incastonata tra il nulla partorito dell\u2019ultimo Sanremo e le hit estive \u201cspaccaradio\u201d. Alcune volte, per avere un futuro, bisogna guardarsi indietro. E forse \u00e8 quello che fa oggi Michele Anelli, proprio come ha sempre fatto Ivan Graziani, successo, dopo successo, dopo successo.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CLUBGHOST<\/strong> <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3j6KUY4\">https:\/\/bit.ly\/3j6KUY4<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Un mix tra cantautorato folk e alternative rock nel nuovo lavoro di Michele Anelli per la Delta Promotion dal titolo Sotto il cielo di Memphis. Subito atmosfere tra indie e cantautorato anni \u201970, nella traccia d\u2019apertura Appunti, nella quale le influenze sono molteplici, tanto da arrivare a citare Battisti nei punti pi\u00f9 alti, tra il cantato che, pur essendo moderno, richiama il tipico cantato italiano del passato e la strumentale che sembra venire da un passato lontano. Cos\u00ec come si ripete in Quello che ho, dove gi\u00e0 in apertura c\u2019\u00e8 l\u2019eco al cantautorato anni \u201970 e dove, ancora una volta, emerge tanto Battisti, sporcato ancor di pi\u00f9 dall\u2019influenza inglese, come ad esempio nel suono dell\u2019organo alla The Doors. Innesto molto delicato di voce femminile nel ritornello. Tenerezza \u00e8 una dolce ballata, teneramente cullata dalle note della melodia e dal sound pacato e cullante degli strumenti. Una vera chicca per il disco, che ancora una volta mescola molte influenze, soprattutto provenienti dal passato. Passato che vien fuori anche in Fino all\u2019ultimo respiro, dove ad aprire c\u2019\u00e8 ancora quell\u2019organo alla The Doors, ascoltato poco prima. Ancora tanta delicatezza in questo brano, che si lascia ascoltare nel suo essere decisamente rilassato. Si passa a suoni acidi di chitarre in Ballata arida, che si scontrano con le atmosfere indie folk del brano, creano un contrasto piacevole, che ne conferisce ancor pi\u00f9 enfasi. E\u2019 solo un gioco sembra essere una ballata folk, nel quale vengon fuori influenze di Battiato, particolarmente nel cantato e nella sua scomposizione del tempo, per poi passare ad una sorta di funky in Spalo nuvole. Tratti di psichedelia estremamente velati in Sono chi sono, dove si fanno largo sonorit\u00e0 pi\u00f9 spaziali e trascendentali. Da notare anche la presenza di un synth che riproduce il suono di un flauto molto delicato. Ci viene riproposta Ballata arida in una versione live in studio, con un arrangiamento pi\u00f9 intimo e meno acido, simile al sound proposto anche in Escluso il cielo, anch\u2019essa un live in studio, nella quale un bel groove trasportante ne conferisce magia. Con 4 demo si conclude il disco, partendo da Ho sparato al domani, nella quale c\u2019\u00e8 una sperimentazione vicina al sound inglese di fine anni \u201970 ed inizio anni \u201980, per passare a Il figlio, dove una componente funky ne pervade l\u2019essenza. Giovanni e il R\u2019n\u2019R come cura contro l\u2019indifferenza sembra essere un bell\u2019esempio di ballata rock, che troviamo anche in Sempione 71, lasciando, per\u00f2, pi\u00f9 spazio all\u2019anima pop, per finire con Resta Libero dove una tastiera accompagna il cantato in un duetto davvero magico. Un lavoro degno di nota per Michele Anelli, facendo un grande elogio alla band Goosebumps bros. che ha accompagnato l\u2019artista nella realizzazione del disco, conferendone un sound fenomenale. Insomma, vi lasciamo ascoltare Sotto il cielo di Memphis in attesa di novit\u00e0 da parte di questo artista.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>STANDOUT Zine<\/strong> \u2013 Kirito &#8211;&nbsp; <a href=\"https:\/\/bit.ly\/37aqk3k\">https:\/\/bit.ly\/37aqk3k<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Michele Anelli, cantautore che arriva dalla pluripremiata band Groovers (Premio alla Carriera MEI 2019), esce con un album cercato e ricercato, avvolto tra stelle e strisce, in una miscela inedita in cui convergono le influenze della musica spiccatamente americana e l\u2019introspezione della tradizione cantautorale italiana. L\u2019album e le sue canzoni scorrono molto bene, nonostante le montagne russe dei generi musicali che si alternano, connesse da una intenzione vocale comunque comune a tutte. Sicuramente, tra i pezzi che spiccano troviamo \u201cQuello che ho\u201d, con un andamento surf, una cavalcata alla Tarantino, \u201cTenerezza\u201d, soprattutto nella parte iniziale in cui il pezzo danza sul filo di un valzer ben arrangiato e \u201cSono chi sono\u201d in cui le inflessioni vocali ci portano addirittura nel territorio di un certo Pop d\u2019Autore italiano, come quello di Federico Zampaglione o di Max Gazz\u00e8. Il disco si impreziosisce ulteriormente con gli innesti della voce femminile che irrompe dolcemente come una brezza serale, spesso complementare ai climax finali delle canzoni. Probabilmente, qualche brano, seppur magistralmente arrangiato, ci risulta soffrire di un eccessivo \u201cdidascalismo\u201d nelle liriche; potrebbe essere il caso di \u201cBallata arida\u201d, ma sicuramente non costituisce una macchia su quello che rimane comunque un lavoro ben fatto e ben pensato. I brani registrati nelle sessioni dei FAME Studios hanno forse un tiro migliore, suonano pi\u00f9 vivi e coinvolgenti e questo aggiunge sicuramente valore all\u2019uscita discografica che per noi \u00e8 valida, interessante e frutto di una esperienza chiara e di una volont\u00e0 forte, che non pu\u00f2 certo mancare ad un musicista navigato come Michele Anelli, al quale vanno i nostri migliori complimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA PRIMA PAGINA<\/strong> &#8211; Ludovico Artelli &#8211; <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3rSD6xe\">https:\/\/bit.ly\/3rSD6xe<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Per chi non ha mai sentito la voce di Michele Anelli, al primo ascolto pu\u00f2 facilmente confonderlo per il compianto Lucio Battisti. Con delle sfumature tipiche, invece, che ci ricordano il recentemente scomparso maestro Franco Battiato. E parliamo sia di gradazioni canore che musicali. Queste poche parole dovrebbero bastare per accendere la vostra curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non vi sono bastate, possiamo dirvi che con lo scorrere dei secondi \u00e8 impossibile per\u00f2 non accorgersi anche del profondo livello di emozione che questi brani riescono a suscitare. Stiamo ascoltando un artista completo e sicuramente esperto poich\u00e9, se non lo sapevate gi\u00e0, Anelli, che oltre ad essere musicista \u00e8 anche uno scrittore, in passato \u00e8 stata la voce dei Groovers e fondatore e bassista della band The Stolen Cars. Se proprio siete difficili da convincere, date una sbirciatina al booklet di questo LP, dove spicca il nome di Taketo Gohara, produttore e sound designer giapponese che opera stabilmente in Italia e vanta la collaborazione con artisti di livello (dai Negramaro a Capossela passando per Elisa e Biagio Antonacci). C\u2019\u00e8 poi anche Giovanni Versari, a cui \u00e8 stato affidato il mastering del disco, che nel suo c.v. riporta i nomi di Ennio Morricone, Mario Biondi, Morgan, Battiato, Afterhours, ecc. Convinti?<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto il cielo di Memphis \u00e8 decisamente un progetto musicale coerente, un album come non se ne sentono pi\u00f9 da alcuni anni a questa parte. Le tracce sembrano frutto di un lavoro fatto tutto d\u2019un fiato, come capita quando l\u2019artista viene avvolto dal vento dell\u2019ispirazione. \u00c8 probabile, chiss\u00e0? L\u2019intero disco sembra avere sempre lo stesso mood e diventa un compagno di viaggio perfetto. I suoni, l\u2019andamento della musica e le emozionanti parole sono la giusta combinazione per scatenare decine di pensieri durante l\u2019ascolto. Pensieri ambientati in quei momenti di quiete di quelle giornate calde quando le temperature proibitive ci spingono a ridurre al minimo le nostre azioni. Ci lasciamo avvolgere dall\u2019estrema sensazione di relax che questo disco \u00e8 in grado di darci\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Questo LP \u00e8 sostanzialmente diviso in tre blocchi. Nel primo blocco, costituito da 8 brani possiamo individuare la parte principale dell\u2019opera. Si parte con Appunti, un titolo che gi\u00e0 si sposa perfettamente col titolo dell\u2019intero disco che, fra l\u2019altro, viene citato nel testo. Due colpi di chitarra ben assestati prima di partire col quel ritmo blando che diventer\u00e0 il leitmotiv generale. C\u2019\u00e8 ben poco da dire poich\u00e9 tutto \u00e8 costruito alla perfezione. La base ritmica insieme al movimento delle chitarre riesce davvero a stimolare le emozioni. Sembra d\u2019esser ripetitivi ma \u00e8 proprio cos\u00ec. Struttura del pezzo non scontata. Quello che ho \u00e8 il brano sul quale forse si sente pi\u00f9 l\u2019analogia allo stile di Lucio Battisti. Interessante il sound vagamente retr\u00f2 dove anche l\u2019utilizzo dei cori \u00e8 in grado di proiettarci in un\u2019epoca sonora non pi\u00f9 attuale ma decisamente immortale. Da gustare. Tenerezza fra tutte le altre \u00e8 quella che veste meglio l\u2019abito della ballata, almeno per la prima met\u00e0 dopo la quale evolve in qualcosa di ritmicamente molto pi\u00f9 coerente con le linee principali del disco. Ci ricorda un po\u2019 Shiny Happy People dei R.E.M. nel passaggio coi coretti che precede la parte finale. Un brano davvero interessante. Un altro pezzo che invece riesce a muovere delicatamente il nostro corpo durante l\u2019ascolto \u00e8 Fino all\u2019ultimo respiro che ha un volto musicale pi\u00f9 allegro. E qui, nel ritornello, che percepiamo maggiormente il richiamo al maestro Battiato. Come per la canzone precedente, anche qui si osserva un cambio di passo a partire dalla met\u00e0 della traccia. In questa occasione per\u00f2 \u00e8 solo per alcuni passaggi, come un breve offroad, perch\u00e9 poi si ritorna sul ritmo principale. Un\u2019intro nebulosamente struggente si pone all\u2019avvio la traccia numero 5, Ballata Arida, quella in cui apprezziamo, pi\u00f9 che in ogni altro pezzo dell\u2019Anelli, l\u2019intervento canoro, nel finale, di una bella voce femminile purtroppo non accreditata. Anche qui le parole sono profonde, riflessive e mai banali. Molto interessanti i passaggi strumentali con effetti \u201csporchi\u201d quanto basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo gi\u00e0 entrati nella seconda parte del primo blocco ma \u00c8 solo un gioco \u00e8 un brano che non tradisce il progetto mantenendo un approccio di composizione e scrittura coerente. Qui percepiamo linee melodiche che richiamano molto lo stile battistiano: alcuni passaggi fanno venire i brividi per quello che riescono a rievocare. Un improvviso avvio con un ritmo pi\u00f9 brillante attira la nostra attenzione al giungere del brano n. 7, Spalo nuvole, gi\u00e0 interessante e pittoresco nel titolo. Una canzone sapientemente posizionata nella tracklist perfetta per creare un punto di temporanea rottura nella struttura del disco. Costituirebbe anche il pre-finale del blocco principale. Adatta. Sono chi sono ci riporta prepotentemente nella linea dominante dell\u2019opera seppur con una sorprendente cavalcata in trotto folk nella seconda parte della traccia. Testo da assaporare come un dessert prelibato.<\/p>\n\n\n\n<p>Si passa al secondo blocco dell\u2019LP composto da due tracce registrate al FAME (Florence, Alabama Music Enterprises) Recording Studio, storico studio di registrazione americano che ha visto passare per le sue stanze artisti del calibro di Joe Cocker e Rolling Stones. Questa parte del disco offre una variante di Ballata Arida registrata in versione pi\u00f9 corta e senza l\u2019intervento finale della voce femminile. L\u2019altra traccia \u00e8 Escluso il cielo, un brano sicuramente interessante ma con arrangiamento leggermente fuori delle \u201cregole\u201d sentite nel resto dell\u2019album. Ci ricorda qualcosa nello stile di Biagio Antoniacci, e a voi?<\/p>\n\n\n\n<p>Saltiamo al terzo e ultimo blocco dove troviamo 5 brani in versione demo. Ho sparato al domani ci mostra subito una veste insolita rispetto a tutto quello che abbiamo sentito fino ad ora in questo disco. Sicuramente ci stupir\u00e0 maggiormente quando trover\u00e0 la sua forma definitiva. La seconda demo, Il figlio, ha invece un interessante ambiente sonoro, probabilmente ancora da sviluppare, ma che gi\u00e0 cos\u00ec genera molta aspettativa. Giovanni e il R\u2019n\u2019R come cura contro l\u2019indifferenza ci \u00e8 sembrato un brano molto pi\u00f9 completo e in linea con le aspettative sonore del disco. Non avrebbe sicuramente demeritato se avesse fatto parte del primo blocco dell\u2019intera opera. Sempione 71 \u00e8 la prima delle ultime due tracce demo registrate live in studio, insieme a Resto Libero. Interessante il testo nella prima mentre nella seconda la grande pace che riesce a trasmettere \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 in risalto che questo pezzo offre.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ISOLA CHE NON C\u2019ERA \u2013 Massimo Pirotta &nbsp;&#8211; <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3z7RJzf\">https:\/\/bit.ly\/3z7RJzf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Un abile giocoliere tra i suoni e che pu\u00f2 vantare un\u2019esperienza pluridecennale tra registrazioni in studio ed esibizioni live. Questo \u00e8 Michele Anelli. Che inizi\u00f2 la sua carriera con la band The Stolen Cars, tutta dedita al garage-rock revival tra gli \u201980 e i \u201990 per poi proseguire con The Groovers (premio alla carriera, nel 2009, al M.E.I. \u2013 Meeting delle Etichette Indipendenti). Quindi, la sua attivit\u00e0 da solista e\/o insieme ai Chemako, altra sua formazione-creatura. Parallelamente a ci\u00f2 la stesura di alcuni libri di assoluto pregio, come \u201cRadio Libert\u00e0. Dalle radio della Resistenza alla resistenza delle radio\u201d, edito nel 2013. Inoltre: il suo deciso sapere imbastire preziose collaborazioni che hanno saputo farsi \u201csistema\u201d. Tra queste, quella con l\u2019ex Settore Out, Evasio Muraro. Ma il pi\u00f9 caloroso plauso che gli va dato \u00e8 per avere intuito e fatto proprio che la musica rock, se ben esplorata ed innescata di continuo, pu\u00f2 essere un\u2019arma strategica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto il cielo di Memphis e altre storie, con il suo assemblarsi elettro-acustico tra il 2019 e il 2021, si mostra inequivocabilmente \u201cglocal\u201d. Un\u2019opera che viaggia. Dove non ci sono solo andate e ritorni ma anche il transitare, il fare tappa (l\u2019intero suo dipanarsi riflessivo), il ripartire di nuovo. Magari col piglio di un bandautore. Storytelling per proverbiali corrispondenze, tra immaginari e neo-neorealismi. Localizzando ma pure espandendo il pi\u00f9 possibile. La cura dei dettagli che fa fiorire liriche che hanno testa, cuore, anima. L\u2019olfatto delle radici e quello dell\u2019andare. Il farsi \u201cmanifesto\u201d indipendente (la sua maggiore fonte d\u2019attrazione). Coerenza, ci vuole coerenza, perch\u00e9 si \u00e8 in bal\u00eca di presagi e gioiosit\u00e0, di complicazioni e sollievi. Lo scorrere della vita. E se la devi cantare e suonare non lo puoi trascurare. Michele Anelli fa di pi\u00f9: lo mette in rilievo. Quindi un disco \u201ctrifase\u201d. In cui l\u2019alba e il sorgere del sole sono l\u2019Elvis che (non) viene da noi, come la Woodstock In Black che in pochi ricordano, quindi il \u201cduello\u201d a mezzogiorno con lo sguardo puntato e il successivo finire dentro i prestigiosi Fame Recording Studios in Alabama (dove alcuni brani sono stati registrati e preso forma e sostanza), le ore notturne passate a dare rispolvero e a fornire nuove stagioni a demo e a 45 giri. Canzoni girovaghe per la mente e per il corpo. A loro perfetto agio tra visioni, l\u2019incedere in punta di piedi, l\u2019appassionarsi sulle labbra, il susseguirsi di colori tenui e vivaci, i pugni da stringere. Tra le canzoni, fanno breccia \u201cFino all\u2019ultimo respiro\u201d dal sapore scenografico, Spalo nuvole un succoso concentrato-filastrocca, Ballata arida fotografia mossa, in movimento, in bianco e nero e con Paolo Enrico Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi anch\u2019egli alla voce. E poi, la sorprendente Escluso il cielo totalmente avvolta nell\u2019articolata scrittura e che reclama l\u2019introspettivo interagire. Percorsi decisionali. E dove un asso nella manica non si gioca mai a caso.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CRAMPI2<\/strong> \u2013 Crimson74 &#8211; <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3rKBtRX\">https:\/\/bit.ly\/3rKBtRX<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 andato a \u2018sciacquare i panni\u2019 nel Tennessee (o meglio, in Alabama, come vedremo) di Michele Anelli, per il suo nuovo lavoro, ennesimo capitolo di una carriera trentennale, cominciata coi Groovers e poi proseguita da solista, affiancando e aggiungendo all\u2019attivit\u00e0 di cantante, cantautore e chitarrista, l\u2019attivit\u00e0 di scrittore, dando pi\u00f9 volte vita a progetti e collaborazioni che appunto mescolavano la parola cantata a quella scritta. Solo musica e parole invece stavolta per questo \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d, nato appunto in occasione di un viaggio negli States, culminato con una sosta presso Fame Recording Studios di Muscle Shoals, Alabama, dove \u00e8 stata avviata la produzione del disco. Otto tracce la base di partenza, ma alcune versioni del disco offrono varie aggiunte, fino ad arrivare a quindici brani. L\u2019impressione \u00e8 quella di un viaggio nel tempo: un lavoro che per suoni (a partire dal frequente uso di tastiere vintage) modi, umori, atmosfere, sembra uscito dritto dagli anni \u201970. Le suggestioni sono varie: domina un vissuto personale che pu\u00f2 ricordare vagamente un De Gregori (certo con esiti molto meno \u2018ellittici\u2019) c\u2019\u00e8, volendo, una spruzzata di certo \u2018prog\u2019 cantautorale (vedi alla voce Le Orme) e c\u2019\u00e8, anche e soprattutto, l\u2019ombra lunga della \u2018premiata ditta\u2019 Mogol \u2013 Battisti, con i riferimenti da \u2018minimo quotidiano\u2019 e un cantato costantemente velato di malinconia e disillusione. \u00c8 un lavoro pieno di riflessioni dai toni appunto malinconici, disincantati, spesso in forma di ballate, dai toni in chiaroscuro. Manca forse, qualche brano \u2018killer\u2019: ci si aspetta che prima o poi si dia \u2018fuoco alle polveri\u2019, magari accendendo le chitarre, alzando il volume, lasciando un po\u2019 sciolte le briglie e invece tutto resta in penombra, in una dimensione dai tratti evanescenti e talvolta onirici e con toni che spesso fin troppo dimessi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impressione finale \u00e8 che insomma il lavoro tragga gran parte della sua linfa, pi\u00f9 che dagli assolati panorami del Tennessee e dell\u2019Alabama, dalle brume del Lago Maggiore su cui si affaccia Stresa, citt\u00e0 di origine del cantautore.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LUmagazine <\/strong><a href=\"https:\/\/bit.ly\/2VnoM3m\">https:\/\/bit.ly\/2VnoM3m<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSotto il cielo di Memphis\u201d, quarta uscita discografica di Michele Anelli, cantautore gi\u00e0 noto come leader dei Groovers, pi\u00f9 che un album \u00e8 un vero e proprio \u201cprogetto ombrello\u201d che raccoglie un LP in vinile di 8 brani, un 45 giri con due brani registrati al mitico FAME Recording Studio in Alabama ed un CD che li contiene entrambi insieme ad altri 5 brani in versione demo.&nbsp;Un progetto discografico che nasce dopo un viaggio negli Stati Uniti, un sogno accarezzato a lungo che \u00e8 diventato realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio a Muscle Shoals, in Alabama, nelle straordinarie sale del FAME Recording Studio&nbsp;del compianto Rick Hall,&nbsp;dove&nbsp;Michele ha avuto modo di interagire con&nbsp;musicisti che hanno contribuito da turnisti a dischi di artisti del calibro di&nbsp;Al Green, Ray Charles, Etta James, Johnny Cash ecc.,&nbsp;che&nbsp;tutto ha inizio&nbsp;con la produzione dei due brani, Ballata Arida ed Escluso il Cielo, che sarebbero andati a costituire le due facciate del 45 giri sopracitato. Da l\u00ec poi, tutta una serie di suggestioni a stelle e strisce che avrebbero ispirato la stesura di tutte le altre canzoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Influenza americana abbastanza evidente nei curatissimi arrangiamenti, a cura dello stesso Anelli insieme alla&nbsp;sua band, i Goosbumps bros.,&nbsp;dalle&nbsp;morbide sonorit\u00e0 elettroacustiche ispirate al soft rock anni \u201870 di band come gli Eagles,&nbsp;rese maggiormente brillanti dal mixaggio di un guru della produzione italiana come Taketo Gohara e dal mastering di un altro pezzo da novanta come Giovanni Versari.<\/p>\n\n\n\n<p>E gli anni \u201870 sono molto evidenti anche nelle composizioni di Michele Anelli, il cui timbro vocale e senso melodico&nbsp;fanno immediatamente pensare al Battisti di annata, senza per questo cadere nella banalit\u00e0 di certi imitatori,&nbsp;anche a costo di qualche&nbsp;sporadica&nbsp;forzatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i brani pi\u00f9 riusciti, segnaliamo, oltre ai due realizzati in America, l\u2019iniziale \u201cAppunti\u201d, \u201cIl figlio\u201d e la conclusiva \u201cResta Libero\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019album,&nbsp;pubblicato dalla Delta Promotion,&nbsp;\u00e8 disponibile in tutti e tre i formati&nbsp;o in un Memphis Pack che li comprende tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AUDIOFOLLIA<\/strong> &#8211; <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3ffZ9sx\">https:\/\/bit.ly\/3ffZ9sx<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Scrivere una recensione su un disco intero \u00e8 sempre un\u2019operazione molto delicata, direi quasi meditativa. Solitamente, inizio a scrivere solo dopo il secondo ascolto. Il primo ascolto \u00e8 totalmente acritico, fatto non con il cervello, ma con le emozioni, in maniera totalmente spontanea. Il secondo ascolto \u00e8 invece quello analitico, fatto traccia per traccia. Cari audiofolli, il protagonista di questo articolo \u00e8 oggi Michele Anelli con il suo album freschissimo d\u2019uscita Sotto il cielo di Memphis.<\/p>\n\n\n\n<p>Il timbro vocale \u00e8 davvero particolare, una strana commistione tra Lucio Battisti, Emanuel Agnelli, Dodi Battaglia, Calcutta, Dente, Diego Mancino, Bugo, Dario Brunori, Riccardo Sinigallia. Il sound \u00e8 genuinamente indie-pop, cos\u00ec come i testi, senza tuttavia ricalcare eccessivamente gli stereotipi del genere, con una buona percentuale riconoscibile nella \u201ccanzone d\u2019autore\u201d di livello. Il gusto delle incisioni \u00e8 decisamente \u201canalogico\u201d, che sia reale o simulato, avverto quel calore del nastro e dei circuiti elettrici del SSL o simili, unita alla straordinaria qualit\u00e0 dei giorni nostri. Ascoltiamo traccia per traccia? Ma certo che s\u00ec. Appunti mi ricorda molto la bellissima \u201cNon \u00e8 per sempre\u201d degli Afterhours, con quell\u2019incipit \u201cTu dici che i tuoi fiori si sono rovinati\u2026ecc\u201d e \u201cBianca\u201d allo stesso tempo, ma anche \u201cI giardini di marzo\u201d e \u201cAmarsi un po\u2019\u201d di Lucio Battisti, con qualche punta del pi\u00f9 ispirato Riccardo Cocciante ai tempi di \u201cBella senz\u2019anima\u201d. Riferimenti musicali apprezzabilissimi che abbiamo conficcati dentro le nostre coscienze musicali. Un bel brano per iniziare e anche il testo \u201chipster\u201d d\u00e0 gi\u00e0 una bellissima impronta al progetto: \u201cascolto i dischi in vinile e amo i film di fantascienza anche quelli fatti male\u201d. Gi\u00e0 ti immagini i film di Ed Wood e li associ alla musica, mentre la puntina gira in penombra sul solco del vinile. \u201cLeggo tre libri alla volta\u201d, \u201cAmo le canzoni dalla voce sporca\u201d\u2026\u201dSotto il cielo di Memphis, in nome di Elvis\u201d\u2026questo brano, pi\u00f9 che un brano, \u00e8 un vero e proprio \u201cmanifesto di pensiero e d\u2019identit\u00e0\u201d. Quello che ho suona squisitamente americano, con un groove tipicamente 60-70 , alla \u201cUn ragazzo di strada\u201d de I Corvi\u2026\u201dSono un poco di buono\u201d, per intenderci. Che poi, in Italia, in quel periodo, la tendenza era di guardare musicalmente affascinati verso l\u2019estremo Occidente. Indovinato il duetto con la voce femminile Tenerezza con quella chitarra nell\u2019intro, ci si fionda subito apparentemente in quelle atmosfere della filmografia alla Quentin Tarantino, \u201cBang bang\u201d in Kill Bill, per intenderci. Atmosfera che si dissolve subito, dopo pochissimi secondi, per rientrare nel cantautorale. Bellissima la trovata di quel lieve fruscio di fondo sotto gli accordi della chitarra dell\u2019intro, tale da dare un calore e spontaneit\u00e0 incredibile al brano, sin dall\u2019inizio. Un avvolgente 6\/8 caldissimo, intimo e sognante, sia negli arrangiamenti che nel testo. Si cambia per\u00f2 quadratura ritmica nella seconda met\u00e0 del brano, per rientrare in un corposo 4\/4. Fino all\u2019ultimo respiro ci cattura subito con quell\u2019intro di organo che potrebbe essere un Farfisa d\u2019epoca, l\u2019atmosfera generale potrebbe essere tranquillamente estiva e radiofonica, ma con raffinatezza e stile. Armonicamente ci ricorda subito qualcosa\u2026tra \u201cO mare nero\u201d di Battisti, Bugo in generale, Strange Days dei Doors, Broken Dreams dei Green Day o alcune note di Kalhed in Aicha o addirittura di Branduardi, Dire Straits e degli 883, pur essendo atmosfere estremamente diverse. Come un deja v\u00f9, che alla fine per\u00f2 ci sfugge. Richiama immediatamente, forse pi\u00f9 degli altri, i nostri ricordi musicali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ballata arida \u00e8 gi\u00e0 un titolo spettacolare. Solitamente \u201cballata\u201d indica nell\u2019immaginario comune un brano molto spesso d\u2019amore o comunque tutto fuorch\u00e9 arido, quasi ad essere un ossimoro. Anche se di \u201cballate amare\u201d ovviamente ce ne sono moltissime nella storia del cantautorato nostrano e non.&nbsp; E\u2019 solo un gioco \u00e8 un\u2019altra ballata, forse meno arida, sicuramente piacevole, con una bella chitarra ritmica tipica che costituisce l\u2019impalcatura del pezzo, con una batteria basica e un cantato \u201cnarrante\u201d tra ricordi e riflessioni. La chitarra ritmica non \u00e8 la sola, ma vi sono intrecci di altre chitarre non ritmiche che accompagnano le variazioni armoniche. Spalo nuvole si caratterizza con quest\u2019alternarsi tra un bel groove ostinato che fa muovere la testa che a un certo punto e un risolversi, per poi di nuovo ritornare verso quell\u2019ossessivit\u00e0 ritmica. Sono chi sono \u00e8 uno dei brani pi\u00f9 soft e riflessivi dell\u2019album, ma dalla seconda met\u00e0 del brano cambia veste e diventa quasi \u201cdance\u201d\u2026sto scherzando, \u00e8 sempre un brano molto acustico, ma quella cassa in quattro dalle sembianze \u201cunplugged\u201d \u00e8 la trovata del brano che pi\u00f9 cattura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ballata arida (Fame Recording Studio)&nbsp; : abbiamo lo stesso brano della traccia numero quattro, ma con un diverso arrangiamento. Ci sta in album, riproporre versioni diverse dello stesso brano. Escluso il cielo (Fame Recording Studio) ci d\u00e0 la sensazione del live e ci lasciamo trasportare da questa atmosfera, le voci finali che parlano americano ci danno subito la collocazione dov\u2019\u00e8 avvenuta la registrazione e ci si ricollega al titolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sparato al domani (demo) \u2013 Mi chiedo: perch\u00e9 demo? A parte che non sentivo questo termine da una ventina d\u2019anni\u2026pare che non esistano pi\u00f9 le demo ( o i demo? ). Forse si vuole comunicare che il brano non \u00e8 stato \u201ctrattato\u201d come gli altri? Il risultato finale non \u00e8 comunque da meno. Oppure \u00e8 semplicemente una trovata \u201cindie\u201d per dare particolarit\u00e0 e spontaneit\u00e0 al disco\u2026 Seguono come \u201cdemo\u201d anche tutte le tracce successive come \u201cIl figlio\u201d , \u201cGiovanni e il R\u2019nR come cura contro l\u2019indifferenza\u201d, \u201cSempione 71\u201d, \u201cResta libero\u201d, gli ultimi due proprio come live veri e propri\u2026quindi presumo che la registrazione sia avvenuta appunto in presa diretta, senza il classico modus operandi dove si registra \u201cpezzettino per pezzettino\u201d con infinita post-produzione. Considerazioni finali: c\u2019\u00e8 della innegabile sostanza (d\u2019altra parte il nostro \u00e8 un veterano nella scena musicale, da decenni a questa parte), idee, buona penna, arrangiamenti e incisioni curatissime\u2026ogni tanto hai per\u00f2 quella sensazione del tipo: ehy, mi sta scoppiando il cervello, queste note in questo punto, le ho gi\u00e0 sentite, ne sono sicuro, sicurissimo e allora canti e ricanti quel frammento con tono quasi accusatorio\u2026poi ti rendi conto che probabilmente non \u00e8 vero, allora pensi, per citare un brano dell\u2019album: \u00e8 solo un gioco? Al di l\u00e0 di tutto, la musica \u00e8 s\u00ec una cosa seria, serissima, ma \u00e8 anche un gioco, ed \u00e8 giusto che si giochi\u2026d\u2019altra parte, per rimanere in tema \u201camericano\u201d\u2026\u201dplay\u201d sta per indicare infatti sia suonare che giocare.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mondo Spettacolo<\/strong> \u2013 Devil man &#8211; <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3yfM89K\">https:\/\/bit.ly\/3yfM89K<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Sotto il cielo di Memphis\u201d, pubblicato per l\u2019etichetta DELTA Records &amp; Promotion, racchiude un significato particolare per l\u2019artista. Si tratta infatti del coronamento di un viaggio a Memphis, citt\u00e0 che con i suoi musicisti e la sua storia ha fortemente ispirato Anelli e la sua produzione artistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli splendidi brani \u201cBallata arida\u201d e \u201cEscluso il cielo\u201d sono le canzoni che meglio descrivono la commistione di influenze e sentimenti che hanno animato questa nuova avventura del cantautore. Questi due brani sono stati registrati presso il celebre FAME Recording Studio di Muscle Shoals, in Alabama grazie al supporto di musicisti d\u2019eccezione come John Gifford III alla consolle (allievo e prosecutore dell\u2019opera di Rick Hall), Bob Wray al basso (Al Green, The Marshall Tucker Band, Ray Charles, Etta James, Clarence Carter, Johnny Cash ecc.) e Justin Holder alla batteria, giovane e talentuoso session man in pianta stabile al FAME.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta ritornato in Italia, Michele Anelli ha dato forma alle vibrazioni assorbite nella terra di Elvis Presley e Johnny Cash componendo nuovi brani, registrati con i Goosebumps bros. ovvero Cesare Nolli (chitarra elettrica), Paolo Legramandi (basso elettrico) e Nik Taccori (batteria) al Fireplace studio in un piccolo centro del comasco. Per l\u2019occasione i Goosebumps bros. Sono stati supportati anche da Andrea Lentullo (Wurlitzer) ed Elia Anelli (chitarra elettrica). A colpire di questo album, oltre all\u2019alto livello delle produzioni e dei musicisti coinvolti, \u00e8 senza dubbio quello che ci viene trasmesso dai testi di Michele. \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d infatti contiene un ampio spettro di emozioni e di ricordi tradotti in parole dall\u2019artista. \u201cParole che hanno la mia faccia\u201d canta Anelli in \u201cSpalo nuvole\u201d altro fortunato brano di questo album che testimonia come tutte le parole di questo disco portino la forte personalit\u00e0 del suo autore.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il mixing e il mastering di questo progetto rendono giustizia agli sforzi profusi da Michele Anelli per consegnare ai fan un album con carattere che oltre alle chiare influenze di Memphis, ricorda alcuni dei progetti solisti di Omar Pedrini, cantautore che, come Anelli, condivide sicuramente la passione per la ricerca artistica e per la musica che non si trova nel primo scaffale dei supermercati. L\u2019album contiene oltre ai brani composti a Memphis e a quelli arrangiati con i Goosebumps bros anche delle versioni demo e dei brani live che impreziosiscono ulteriormente questo lavoro.&nbsp; \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d \u00e8 insomma un\u2019esperienza professionale e personale che arricchisce ancor di pi\u00f9 il bagaglio culturale di Michele Anelli e che regala a tutti noi un disco da ascoltare per lasciarsi trasportare nei luoghi magici che l\u2019hanno ispirato.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>FreeSound Magazine<\/strong> &#8211; <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3zQ4iiK\">https:\/\/bit.ly\/3zQ4iiK<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Michele Anelli \u00e8 sicuramente una figura da inserire adeguatamente nel panorama rock italiano: prima voce dei \u201cGroovers\u201d, stimata rock\u2019n\u2019 roll band italiana, poi bassista e fondatore della punk band \u201cThee Stolen Cars\u201d, quindi nel 2013 cantautore, con l\u2019omonimo album, al quale segue, nel 2016, \u201cGiorni usati\u201d. Ci saranno, poi, \u201cLa scelta di Bianca\u201d, e \u201cDivertente importante\u201d. Le piattaforme di audio streaming danno la possibilit\u00e0 di ascoltare questi dischi, pieni di spunti interessantissimi. Parallelamente a tutto ci\u00f2, questo autore, che ha 56 anni e vive a Stresa, si cimenta anche come scrittore e paroliere. Il 4 luglio 2021 \u00e8 uscito il suo nuovo album, \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d, pubblicato per l\u2019etichetta Delta Records and Promotion. \u00c8 possibile acquistare il disco in Lp, 45 giri e cd. L\u2019album \u00e8 frutto di un percorso giunto a compimento, frutto di un sogno che si \u00e8 realizzato, ma anche espressione di una maturit\u00e0 artistica accumulata negli anni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore ha, infatti, effettuato un viaggio negli States in occasione dei trent\u2019anni di matrimonio. Sicuramente il contatto con Memphis, la citt\u00e0 del re del rock and roll ha avuto un ruolo determinante per questo artista. Ma \u00e8, ovviamente, riduttivo collegare tutta la citt\u00e0 al solo fenomeno (che gi\u00e0 basterebbe di per s\u00e9) Elvis Presley: la citt\u00e0 \u00e8 anche il luogo della morte di Martin Luther King, di grandissime etichette discografiche come la Sun, e la Stax, e di molto, molto altro. In sintesi, la citt\u00e0 dove uno come Michele doveva per forza approdare, con tutti gli stimoli che un luogo del genere pu\u00f2 offrire. Proprio in Alabama, a Muscle Shoals, nelle sale del FAME recording studio, \u00e8 iniziata la produzione di \u201cSotto il cielo di Memphis\u201d, con la registrazione di due tracce (\u201cBallata arida\u201d ed \u201cEscluso il cielo\u201d) ed il nostro ha collaborato con Bob Wray, bassista di fama internazionale, che ha collaborato con band del calibro di Marshall Tucker Band o artisti come Etta James, Ray Charles e Johnny Cash. Tornato in Italia, la produzione dell\u2019album \u00e8 stata portata a termine, grazie anche ai \u201cGoosebumps bros\u201d. Analizziamo i momenti migliori dell\u2019album. \u201cAppunti\u201d \u00e8 una ballad bene arrangiata, con synth e chitarra acustica, \u201cQuello che ho\u201d ha un colorito western, anche grazie alla ritmica sincopata, \u201cTenerezza\u201d \u00e8 un momento di sospensione, un brano fatto di parole sussurrate che risuonano nel silenzio: gli arrangiamenti sono, come sempre nell\u2019album, estremamente funzionali e delicati. \u201cFino all\u2019ultimo respiro\u201d (forse il titolo \u00e8 un tributo al film di Godard?) \u00e8 interamente retto da un organo dal sound anni 70, \u201cBallata arida\u201d ha un inizio estremamente cinematografico ed uno sviluppo sognante: per la venatura floydiana di alcuni passaggi (qualche eco di Dark Side of the Moon) io la considero la migliore traccia dell\u2019album. Questo disco \u00e8 un tributo a tutta la musica americana, ed \u00e8, a mio avviso, un\u2019ottima occasione per chi intende calarsi nelle atmosfere della citt\u00e0 del rock.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VeroRock <\/strong>&#8211; Raffaele Pontrandolfi &#8211; <a href=\"https:\/\/bit.ly\/2V7PP32\">https:\/\/bit.ly\/2V7PP32<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>In questo ultimo annus orribilis 2020, sono molti gli eventi e le sorprese, allegre e funeste, che hanno caratterizzato il mondo in cui viviamo a tutti i livelli, relativi al mondo della musica e pi\u00f9 in generale dei rapporti umani. Spesso, la stati forzata, che ha contraddistinto le nostre giornate, rendendole a volte monotone e angoscianti, ci ha altres\u00ec permesso di viaggiare, se non fisicamente almeno con la mente, spazziando verso universi sonori ed ambientali di per s\u00e9 a volte distanti. Uno di questi \u201cviaggi sonori\u201d che ha letteralmente entusiasmato le mie ultime giornate \u00e8 certamente l\u2019ultimo full lenght del chitarrista e cantautore lombardo Michele Anelli, \u2018Sotto Il Cielo di Memphis\u2019, uscito lo scorso 4 Luglio per la DELTA Records &amp; Promotion. Questo nuovo disco in studio, il quarto da solista, \u201c\u00e8 un progetto discografico che nasce da un viaggio negli Stati Uniti, un sogno accarezzato a lungo che sta per diventare realt\u00e0\u201d, come ci racconta lo stesso autore. Una vera e propria epopea rock a stelle e strisce insomma, ma caratterizzata da un tocco di originalit\u00e0 e da un\u2019interpretazione canora e lirica alquanto poetica ed ispirata in lingua madre. Ebbene si, nonostante il genere proposto sia un connubio tra cantautorato rock e le varie sfaccettature country\/blues del Delta (tanto per rimanere in tema \u2013 n. d. r.) del Mississipi, il nostro ci propone un racconto tutto in lingua \u201citaliana\u201d, rendendoci ancora pi\u00f9 vicini luoghi e paesaggi sonori di per s\u00e9 distanti migliaia e migliaia di chilometri.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo nuovo progetto discografico \u00e8 stato anticipato negli scorsi mesi dai due singoli apripista con relativi videoclip di \u201cAppunti\u201d e \u201cFino all\u2019Ultimo Respiro\u201d, che ben rappresentano un assaggio di quello che si \u00e8 rivelato essere un autentico scrigno condensato di riferimenti soul, folk, rock con la giusta dose di psichedelia ad incorniciare il tutto. Questo racconto sonoro nasce dopo un viaggio negli Stati Uniti nel 2019, un sogno nel cassetto di Michele, diventato realt\u00e0. Tale esperienza mistica e formativa, avvenuta in occasione dell\u2019anniversario dei suoi trent\u2019anni di matrimonio, ha visto il suo apice nella visita di Anelli nel \u201ctempio del rock\u2019n\u2019roll\u201d, a Memphis (Tennessee), patria del Re Elvis Presley! Insomma, un vero e proprio richiamo al quale il nostro non poteva di certo sottrarsi, durante il quale ha avuto modo di visitare e di testare i leggendari FAME Recording Studios di Muscle Shoals in Alabama, costruito dal compianto Rick Hall. E proprio in queste stanze storiche \u00e8 iniziata la gestazione di questo disco fantastico, grazie soprattutto al prezioso contributo di John Gifford III alla consolle (allievo e prosecutore dell\u2019opera di Rick Hall), nonch\u00e9 di Bob Wray (bassista, gi\u00e0 nelle fila di Al Green, The Marshall Tucker Band, Ray Charles, Etta James, Clarence Carter, Johnny Cash ecc. \u2013 n. d. r.) e del talentuoso giovane session man Justin Holder alla batteria.<\/p>\n\n\n\n<p>Da queste suggestioni a stelle e strisce in terra americana, e pi\u00f9 in generale da questo vero e proprio \u201cviaggio di formazione\u201d, \u00e8 nata la base per le nuove composizioni che compongono questo quarto album in veste solista, registrate tra fine settembre e i primi di ottobre 2020 al Fireplace Studio in provincia di Como. In questo ritorno in patria, hanno contribuito alla realizzazione del disco i Goosebumps bros., ovvero Cesare Nolli (chitarra elettrica), Paolo Legramandi (basso elettrico) e Nik Taccori (batteria), con l\u2019apparizione in veste di ospiti di Andrea Lentullo (Wurlitzer) ed Elia Anelli (chitarra elettrica). Nonostante la composizione vera e propria dei brani sia avvenuta in terra italica, l\u2019intero album risente di questa esperienza determinante vissuta da Michele negli States, durante i quali il nostro ha avuto modo comunque di incidere due brani ai FAME Studios: nello specifico,&nbsp;\u201cBallata Arida\u201d&nbsp;ed&nbsp;\u201cEscluso Il Cielo\u201d, che hanno costituito la base per questi dipinti sonori dal sapore cantautorale. Il nuovo disco di Anelli si compone di ben 15 brani, di cui 8 inediti, 2 registrati ai FAME Studios e 4 demo di cui gli ultimi 2 live in studio. Siamo quindi di fronte ad un prodotto alquanto allettante, sia per le numerose composizioni presenti e soprattutto per la qualit\u00e0 e la variet\u00e0 delle proposte musicali ivi presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Come accennato in precedenza, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio album di ascedenza statunitense declinato in chiave lirica tricolore, con passaggi che spazziano dal classic rock al soul, psichedelia dei primi anni Settanta, fino a sfociare nel cantautorato rock con rimandi ad artisti come Willie Nile, Bruce Springsteen e pi\u00f9 in generale al Jersey sound. Le quindici tracce presenti in questo album sono contraddistinte quindi da un\u2019estrema variet\u00e0 di generi e di suggestioni sonore, creando un un arcobaleno sonoro sempre pi\u00f9 ricco col passare degli ascolti ripetuti. In questo disco \u00e8 presente tutta la passione di Michele per la musica d\u2019oltreoceano e per la poesia, in un percorso artistico che lo ha portato a questa quarta opera a suo nome. Musicista e scrittore, il nostro \u00e8 stato leader e voce dei Groovers, una delle pi\u00f9 rinomate rock\u2019n\u2019roll band tricolori (premio alla carriera al MEI di Faenza nel 2009), nonch\u00e9 fondatore e bassista, dal 1987, della band garage-punk The Stolen Cars! Ma il suo percorso artistico \u00e8 stato inoltre contraddistinto da una ricerca incentrata sulla musica popolare, con riferimenti ai canti sulla Resistenza (si ricordano i dischi \u2018Festa d\u2019aprile, Oggi mi alzo e canto e Nome di battaglia: ribelli\u2019, \u2018Siamo i ribelli\u2019 (Distorsioni) e \u2018Radio Libert\u00e0\u2019 (Vololibero).&nbsp; La sua carriera da solista ha inizio nel 2013 con l\u2019album omonimo, proseguendo poi da \u2018Giorni Usati\u2019 (Adesiva, 2016), dall\u2019audiolibro \u2018La Scelta di Bianca\u2019 (Segni e Parole editore, 2017), fino al penultimo \u2018Divertente importante\u2019 (2018), prodotto da Paolo Iafelice.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro viaggio per le strade roventi dell\u2019America ha inizio con il riff elettrico di \u201cAppunti\u201d, dal sapore alquanto settantiano che ricorda sin da subito i suoni del leggendario \u2018Animals\u2019 dei Pink Floyd: naturalmente fatti i dovuti accostamenti, soprattutto per quanto riguarda la ricerca negli arrangiamenti ed un approccio sospeso tra introspezione acustica ed uso graffiante della sei corde. Assai apprezzabile il lungo solo centrale, con la sovrapposizione di due frammenti chitarristici che si intrecciano in un crescendo fino allo stacco dell\u2019acustica su cui il nostro si erge con una voce sognante, in un testo dal sapore autobiografico che termina con una coda cadenzata. Un brano che ci introduce in questa overtoure sonora, a cui fa seguita la stupenda \u201cQuello che Ho\u201d, una sorta di slow rock dal sapore di fine Sixties, con stacchi acustici\/elettrici di chitarra a cui fa da contrappunto un farfisa in pieno stile dell\u2019epoca. Gli arrangiamenti sono ancora uno degli ingredienti sui quali Anelli dedica particolare cura, rendendo intriganti ed entusiasmanti anche giri melodici pressoch\u00e8 semplici, ma arricchiti sia nelle musiche che nei testi da un\u2019originalit\u00e0 e da un pathos profondo, alle quali fa da contraltare nel finale anche la bellissima voce femminile.<\/p>\n\n\n\n<p>Un vibrato chitarristico introduce invece il terzo brano del disco,&nbsp;\u201cTenerezza\u201d, accompagnato dalle parole iniziali quasi sussurrate, mentre una ritmica sincopata fa da contrappunto a questa sorta di ninna nanna, per poi sfociare in un brano maggiormente elettrico nella seconda parte. Il flusso sonoro che Anelli riesce ad esprimere si amalgama perfettamente con il tipo di proposta offertaci, senza risultare mai scontata o banale anche nei passaggi meno complessi.&nbsp;\u201cFino all\u2019Ultimo Respiro\u201d&nbsp;inizia su un breve solo di organo, al quale fanno seguito gli altri strumenti, in un mid-tempo che ricorda molto la celeberrima&nbsp;\u201cHey Oh\u201d&nbsp;dei Red Chili Peppers nella melodia e nel ritornello centrale: un brano breve, di facile presa ma non per questo poco gradito, anzi! Gi\u00e0 dai primi ascolti viene spontaneo canticchiarla in ogni dove, con un feeling unico che certamente sapr\u00e0 coinvolgere gli spettatori in una possibile futura riproposizione in sede live.&nbsp;\u201cBallata Arida\u201d&nbsp;\u00e8 invece incentrata sulla chitarra elettrica, con stacchi centrali pi\u00f9 introspettivi, una sorta di ballad strappalacrime dal gusto southern\/country su cui il cantato profondo di Michele riesce a creare emozioni uniche all\u2019ascoltatore, cos\u00ec come il controcanto femminile in coda al brano, su cui si sovrappone lo splendido solo di Cesare Nolli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro viaggio prosegue con&nbsp;\u201cE\u2019 solo un Gioco\u201d, anch\u2019essa dal ritmo pi\u00f9 sincopato, in una distensione melodica dolce e suadente, dove la voce baritona ma sottile di Anelli dipinge orizzonti sonori quasi metafisici, dove il ritmo quasi ipnotico profuso dall\u2019accoppiata Taccori\/Legramandi \u00e8 un piacevole accompagnamento a compendio di una composizione che risulta corale, senza nessuno strumento a primeggiare sugli altri. Veniamo invece catapultati in un groove dal sapore funky con&nbsp;\u201cSpalo Nuvole\u201d, in cui il duetto chitarra\/hammond ci conduce in un refrain centrale maggiormente aperto e melodico: ottimi gli arrangiamenti di Andrea Lentullo alle tastiere, soprattutto per la ricerca bilanciata di suoni mai eccessivamente irruenti ma sempre adatti a creare un\u2019atmosfera catartica. Stesso discorso dicasi per il solo di chitarra sul finale che chiude forse uno dei brani pi\u00f9 interessanti dell\u2019intero lotto.&nbsp;\u201cSono Chi Sono\u201d&nbsp;\u00e8 un\u2019altra semi-ballad dall\u2019andamento e dalla melodia alquanto malinconica, caratterizzata da una differente ritmica nelle due parti del brano: la prima lenta e sincopata, fino allo stacco di batteria che rende maggiormente elettrizzante e arrembante l\u2019atmosfera nella sezione finale. Anche qui gli intrecci e gli arrangiamenti di chitarra con riff serrati sul finale meritano solo applausi e potranno solo che rendere l\u2019atmosfera elettrizzante in sede live.<\/p>\n\n\n\n<p>Passiamo adesso alle due outtake registrate ai FAME Recording Studio sotto la supervisione di John Gifford III, e contraddistinte dall\u2019apporto strumentistico di Bob Wray al basso e di Justin Holder alla batteria.&nbsp;\u201cBallata Arida\u201d&nbsp;in questa veste primordiale risente fortemente delle influenze a stelle e strisce, con un arrangiamento maggiormente rockeggiante rispetto alla versione successiva, con un approccio per certi versi pi\u00f9 springsteeniano, soprattutto nell\u2019interpretazione canora, con il commento finale di Gifford sul finale \u201cIt\u2019s all good, You sound great\u201d (vera e propria ciliegina sulla torta \u2013 n. d. r.). Il secondo brano proveniente dalle sessions americane \u00e8&nbsp;\u201cEscluso Il Cielo\u201d, con uno stacco iniziale di hammond, a cui fa da contraltare un arrangiamento chitarristico di pregio, mentre il cantato riesce bene ad esprimere la solitudine dell\u2019essere umano odierno, nello svolgersi di una giornata. Anche in questo caso \u00e8 udibile al termine del brano un commento positivo di John (\u201cIt\u2019s pretty cool\u201d \u2013 n. d. r.) a riprova del lavoro eccellente svolto da Michele e dai due turnisti statunitensi.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 la volta adesso delle tre versioni demo presenti in questo full lenght, registrate invece nel Fireplace Studio, ed entrambe contraddistinte da un\u2019esigua durata. \u201cHo Sparato al Domani\u201d parte con un inusuale e martellante giro di basso a cui fa da controcanto un tappeto di pianoforte sorretto da uno shuffle quasi jazzato di batteria, fino a sfociare in un ritornello dal sapore melodico, che ricorda in alcuni giri forse il gi\u00e0 sentito \u201cFino all\u2019Ultimo Respiro\u201d. La seguente \u201cIl Figlio\u201d \u00e8 segnata invece da una batteria maggiormente serrata, pur attestandosi su ritmi standard, mentre il resto del brano \u00e8 segnato da una ricerca sonora dove si intrecciano i vari strumenti presenti. Due composizioni abbastanza semplici e che, almeno personalmente, mi hanno colpito forse pi\u00f9 per la cura pedissequa negli arrangiamenti che nell\u2019articolazione compositiva, forse in alcuni punti un po prolissa, ma \u00e8 ovviamente un\u2019impressione di primo acchito. L\u2019ultimo brano in questa versione demo presente \u00e8 la sognante \u201cGiovanni e il R\u2019n\u2019R come cura contro l\u2019Indifferenza\u201d, che narra la vita di un artista rock\u2019n\u2019roll avvolta dalla passione per la musica, contraddistinta per\u00f2 dalle difficolt\u00e0 economiche nel raggiungere il sogno tanto agognato. Stilisticamente siamo di fronte ad un brano soft rock, dominato dal tappeto di hammond su cui si staglia la voce meditativa di Anelli, nella quale traspare un pizzico di malinconia in un brano forse anch\u2019esso in parte autobiografico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci avviciniamo alla conclusione di questo nuovo album con le due versioni demo live in studio che rendono giustizia ad un quarto lavoro assai godibile e con molti spunti di riflessione, sia a livello musicale che di testi. \u201cSempione 71\u201d continua il precedente brano, attestandosi sulle stesse tonalit\u00e0 e ritmiche sincopate, questa volta per\u00f2 con la sei corde in versione elettrica a condire le atmosfere meditative, mentre la chitarra acustica sorregge la voce sussurrata, senza la presenza di nessun altro strumento: a riprova di come a volte la semplicit\u00e0 possa rendere magica qualsivoglia composizione se suonata ed elaborata con l\u2019anima e con tanta passione. Il disco termina con \u201cResta Libero\u201d, con un inizio contraddistinto da un tappetodi pianoforte e voce, in un altro brano intimo e autobiografico, che ci culla dall\u2019inizio alla fine in una dolcezza infinita sia nella melodia che pi\u00f9 in generale nell\u2019approccio musicale. Ma il ritmo sincopato anche qui non \u00e8 un punto di debolezza, bens\u00ec riesce ad entrare in profondit\u00e0 nell\u2019animo aperto di chi ascolta, con alcuni cambi nel bridge centrale che arricchiscono la composizione con passaggi mai banali e scontati seppur contraddistinti da una semplicit\u00e0 melodica, come epilogo di questo disco che si apprezza dalla prima all\u2019ultima nota come in un lungo viaggio per terre lontane ma, al contempo, vicine nel nostro subconscio.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, non posso che complimentarmi con l\u2019autore di questo quarto lavoro in studio, Michele Anelli, che dimostra di essere un artista a trecentosessanta gradi, con una cura maniacale per gli arrangiamenti strumentali, cos\u00ec come per i testi e le linee vocali e alquanto ispirate. Certamente un prodotto assai consigliato per tutti gli appassionati dei celebri cantautori rock d\u2019oltreoceano ma anche nostrani, in particolar modo per i fan di Springsteen o Willie Nilie, ma anche per tutti coloro siano curiosi ed aperti mentalmente ad un ascolto profondo, che vi lascer\u00e0 cullare in questo lungo e variegato viaggio per le terre a stelle e strisce! In attesa di poterlo vedere, prima o poi, all\u2019opera anche in sede live, rinnovo a Michele i miei pi\u00f9 sentiti auguri per questo nuovo album nel quale sono presenti diversi spunti compositivi alquanto interessanti!<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fotografie Rock<\/strong> &#8211; Andrea Musumeci &#8211; <a href=\"https:\/\/bit.ly\/2WFVHB3\">https:\/\/bit.ly\/2WFVHB3<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>A distanza di tre anni dalla pubblicazione di Divertente Importante, e con un\u2019esperienza musicale ormai pluritrentennale alle spalle, il navigato cantautore e scrittore Michele Anelli manda alle stampe il suo quarto album solista dal titolo Sotto il Cielo di Memphis, edito per l\u2019etichetta Delta Records &amp; Promotion, mixato da Taketo Gohara e anticipato dall\u2019uscita dei singoli Appunti e Fino All\u2019ultimo Respiro. Il nuovo disco dell\u2019ex Groovers e Thee Stolen Cars, pubblicato in tre versioni (LP, 45 giri e CD), \u00e8 un vero e proprio tuffo nel passato, un omaggio alla citt\u00e0 di Memphis, una delle capitali della musica americana, quella nera in particolare: un viaggio immaginifico \u201con the road\u201d nelle terre rurali del Tennessee, che scivola nelle acque torbide del Delta del Mississippi, fiume simbolo di libert\u00e0, fino a sconfinare nei Fame Recording Studio del vicino Alabama.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello di Michele Anelli \u00e8 il tentativo (riuscito) di trascrivere in musica, con leggerezza e malinconia, le atmosfere e gli antichi profumi di Memphis; rifugio artistico di riferimento per ogni musicista che si rispetti, nonch\u00e9 luogo di culto che racconta la storia e lo spirito del soul, del blues, del rock\u2019n\u2019roll, del jazz, del country, del gospel e, soprattutto, di Elvis Presley. A Memphis, emozioni e ricordi si susseguono e si rincorrono sulle strade di Kerouac, sui solchi dei vinili sfrigolanti dei vecchi bluesman, tra Cadillac, Harley Davidson e Jack Daniel\u2019s, nello stile georgiano coloniale e country dei celeberrimi Sun Studio di Sam Phillips (dove suonarono artisti di fama mondiale quali Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, Ike Turner, BB King, Roy Orbison ed Elvis Presley), prendendo forma nel nuovo take discografico di Michele Anelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto il Cielo di Memphis, come dichiarato nel comunicato stampa dell\u2019artista piemontese, \u00e8 un progetto musicale che nasce dopo un viaggio negli Stati Uniti, come un sogno nel cassetto che, accarezzato a lungo, \u00e8 divenuto realt\u00e0. La realizzazione di un sogno che, spesso, consiste nel mettere a posto i propri ricordi e le scelte mai comprese, lasciando andare quel passato che nessuno potr\u00e0 mai cambiare. Anche Michele Anelli, cos\u00ec come tanti altri prima di lui, non ha resistito al fascino contagioso, magnetico, sciamanico e storico di Memphis, decidendo di ispirarsi e comporre la sua nuova opera sull\u2019onda emotiva di quella suggestione oltreoceanica, avvalendosi della collaborazione dei Goosebumps bros., band nostrana composta da Cesare Nolli alla chitarra, Paolo Legramandi al basso e Nik Taccori alla batteria, ai quali si sono aggiunti Andrea Lentullo alle tastiere ed Elia Anelli alla chitarra elettrica.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Sotto il Cielo di Memphis, Michele Anelli d\u00e0 risalto sia alla texture sonora che alla tradizione scritturale delle canzoni, integrando il cuore analogico e bollente del soul rock di Memphis a certa identit\u00e0 di natura esotico-mediterranea e a certe inflessioni vocali affini al cantautorato tricolore dei Battisti, Battiato e Finardi, arricchendo il tutto con effetti riverberati, a tratti quasi black\/garage, che stabiliscono un ponte spirituale tra jam di chitarre ruvide e sentimentali alla Neil Young e Santana, lontani echi di psichedelia western, cromature R&amp;B funkeggianti dalle linee frizzanti, rugginose e coinvolgenti, ariose e magiche tessiture synth ed intense e carezzevoli ballate folk agresti da tramonti nelle praterie solitarie e dal taglio agrodolce e Springsteeniano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato \u00e8 una sorta di autobiografia che fluisce tra appunti di vita, pezzi di carta e fogli sparsi, con il pensiero costantemente rivolto al sogno americano e, sotto l\u2019aspetto metaforico, alle rughe del tempo, alle lancette dell\u2019orologio che scorrono inesorabilmente, pesando il valore dell\u2019esperienza, dell\u2019apprendimento, dell\u2019evoluzione e della crescita, facendo pace coi propri demoni e tesoro delle difficolt\u00e0 e delle battaglie individuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tutto mescolando voglia di libert\u00e0 e ripensamenti, paure e coraggio, passioni e sentimenti, lacrime e sorrisi, momenti di timidezza e introspezione, illusioni e disillusioni, col gusto di rievocare quel suono frangiato e vintage custodito nei nastri d\u2019epoca, adagiandosi con passo lento e melodiosa sensibilit\u00e0 sul repertorio classico del cantautorato tricolore e del rock\u2019n\u2019roll di stampo sixties e seventies.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono luoghi, incontri e viaggi che prima o poi segnano il percorso della nostra vita, modificandone le traiettorie emozionali, penetrando sottopelle e determinando, nel bene e nel male, un cambio di rotta e un arricchimento personale: un viaggio inteso come cambiamento interiore che, tra salite e discese, va a recuperare pezzi del proprio vissuto, alla riscoperta delle proprie radici e quale presa di coscienza di s\u00e9, cercando conforto nei sorrisi familiari e riscatto dagli sguardi convenzionali di tutti i giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto il Cielo di Memphis segna, pertanto, una rinnovata maturit\u00e0 espressiva; un disco liberatorio attraverso il quale Michele Anelli, perfezionando con pazienza una sorta di quadratura del cerchio e di conciliazione tra i tempi andati, le trappole del presente, la consapevolezza delle proprie imperfezioni e l\u2019incertezza del domani, dispensa tutto quel grande senso della musica che si porta dentro e che non pu\u00f2 essere racchiuso all\u2019interno di una cornice puramente musicale, ma continuando a inseguire e corteggiare fantasie ancora vivide, insieme alla necessit\u00e0 di restituire un colore alle meraviglie di questo mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Citando Hank Moody: \u201cLe citt\u00e0 non cambiano le persone. Neanche le persone cambiano le persone. Siamo quello che siamo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VINILE N. 40 LUGLIO\/AGOSTO 2021 Michele Neri Michele Anelli SOTTO IL CIELO DI MEMPHIS Progetto complesso e sfaccettato questo di Michele Anelli, cantante chitarrista con oltre trent\u2019anni di discografia sulle spalle, i primi dischi con The Groovers e Thee Stolen Cars, risalgono al 1990. 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