{"id":217,"date":"2014-03-15T08:25:00","date_gmt":"2014-03-15T08:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/micheleanelli.org\/?page_id=217"},"modified":"2015-01-17T17:07:35","modified_gmt":"2015-01-17T17:07:35","slug":"recensioni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/micheleanelli.org\/?page_id=217","title":{"rendered":"Recensioni"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>http:\/\/www.rockit.it\/recensione\/24968\/micheleanelli-michele-anelli-e-chemako<\/p><\/blockquote>\n<p><span class=\"data\">20\/10\/2014<\/span> di\u00a0 <span class=\"nome\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #0066cc;\">Angela Filippi<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"content-rece\">\n<p>Non mi soffermo a dire quali siano le influenze o a parlare di come sia nato questo lavoro e di chi abbia avuto la brillante idea. Certo l\u2019unione di Michele Anelli con i Chemako ha portato ad un bellissimo risultato, ad una produzione senza dubbio eccellente. Ma il punto questa volta \u00e8 un altro: mi ha emozionato, sul serio, mi ha toccato nel profondo. Non credo sia una coincidenza il fatto che l\u2019abbia ascoltato proprio ora che sto per intraprendere un lungo viaggio ed un nuovo cammino.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio di questo che Michele parla, del cammino che tutti i giorni si affronta, dalla mattina quando ci alziamo dal letto alla sera quando ci ritorniamo, dei sacrifici e del sudore che lasciamo per strada, dei sorrisi e delle lacrime di chi incontriamo. Ci dimostra e ci fa ricordare quanto coraggio possiamo avere (\u201c<em>innamorarsi del futuro vuol dire rischiare qualcosa<\/em>\u201d da \u201cLa scelta di Bianca\u201d), anche nelle piccole cose, di quanto possiamo camminare a testa alta e \u00a0di quanto tutti noi e tutte le nostre storie siano importanti, anche se si tratta di ricerche e di scelte agli occhi degli altri difficili da comprendere. Nel suo album si parla di noi, tutti, nessuno escluso. Un insieme di racconti e di ballate in diverso stile, da erede di <strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #0066cc;\">Battisti<\/span><\/span><\/strong>, in chiave soul. \u00c8 un lavoro eclettico, \u00e8 la sua storia personale, \u00e8 la nostra storia, la storia di chi ha incontrato nel suo cammino, di chi c\u2019\u00e8 ancora e di chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Possiamo rispecchiarci nei suoi brani, ci possiamo riconoscere, possiamo fermarci a riflettere sulle nostre scelte passate e possiamo pensare al futuro, consapevoli di poterlo affrontare e carichi di un bagaglio che non diventer\u00e0 mai vecchio e che mai ci lascer\u00e0. Ci possiamo commuovere mentre lo ascoltiamo guardando l&#8217;oceano.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>Michele Anelli &amp; Chemako &#8211; <a title=\"Recensione di Marco Denti\" href=\"http:\/\/highwayitaly.blogspot.it\/2014\/03\/michele-anelli-chemako.html\" target=\"_blank\">http:\/\/highwayitaly.blogspot.it\/2014\/03\/michele-anelli-chemako.html<\/a><\/p>\n<h5>(Marco Denti)<\/h5>\n<\/blockquote>\n<div style=\"text-align: justify;\">Michele Anelli \u00e8 stato un pioniere sempre in anticipo sui tempi. Aveva capito la lezione springsteeniana, i temi e le storie pi\u00f9 che la musica, prima di tutti e ne aveva riproposto con i Groovers una sua personale e convincente versione. Ha cambiato rotta, non senza un certo coraggio, ispirato dalle forme mutevoli dei Wilco e nello stesso tempo ha lavorato a lungo sulle canzoni popolari italiane, ancora una volta, qualche anno prima che diventassero d\u2019obbligo. Quello che gli mancava era un passo che rispondesse al suo profilo e l\u2019ha fatto collaborando con i Chemako: il sound del disco \u00e8 loro, solido, compatto, elettrico, essenziale, senza fronzoli. La storia, le storie che ci sono dentro \u00e8 quanto di pi\u00f9 personale abbia prodotto Michele Anelli: dall\u2019intensa\u00a0<i>Ballata contro il tempo<\/i> a <i>Sono sempre nei guai<\/i>, una pop song pi\u00f9 o meno perfetta, tutto lo spettro delle sue perlustrazioni sonore \u00e8 ben rappresentato dall\u2019uniforme interpretazione dei Chemako e dall\u2019indomita volont\u00e0 di mettersi di nuovo in gioco. Con canzoni che sono sentiti ritagli autobiografici (<i>La strada di mio padre<\/i>), suggestive istantanee (<i>Lettera dal finestrino<\/i>) o frammenti di vocabolari, sempre attuali, ormai digeriti a lungo (<i>Resister\u00f2<\/i>, <i>Uomini e polvere<\/i>, <i>Sparare cantando<\/i>). Al di l\u00e0 dei temi, le canzoni s\u2019incastrano una nell\u2019altra nel definire il nuovo volto di un protagonista della musica italiana che \u00e8 stato capace di non restare fermo e di rinnovarsi in modo radicale, anche dopo anni e anni di incessanti tentativi e ricerche. Non ne esistono tanti altri.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>http:\/\/www.mescalina.it\/musica\/recensioni\/michele-anelli-michele-anelli&#8211;chemako<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span class=\"dtreviewed\">13\/11\/2014<\/span> \u00a0|\u00a0 di <span class=\"reviewer\">Luciano Re<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Venticinque anni di carriera alle spalle ed un curriculum ricco e variegato in cui convivono le suggestioni di certo <em>blue collar rock<\/em> di derivazione americana ampiamente praticate sotto la ragione dei <em>Groovers, <\/em>il recupero di canzoni popolari legate alla Resistenza e al mondo del lavoro, collaborazioni con altri musicisti e partecipazioni a progetti teatrali e cinematografici, a cui vanno aggiunti anche due libri dedicati alla lotta partigiana e alle radio libere.<\/p>\n<p>Ma nonostante questa ricchezza di esperienze musicali e non, <strong>Michele Anelli<\/strong> &#8211; in questo suo nuovo lavoro realizzato in collaborazione con i Chemako e gi\u00e0 pubblicato da alcuni mesi \u2013 trova ancora il gusto e la volont\u00e0 di intrapredere una nuova strada, mettendo a segno un tentativo sicuramente riuscito.<\/p>\n<p><em>Michele Anelli &amp; Chemako <\/em>si presenta infatti come un disco interamente scritto ed interpretato in italiano, caratterizzato da un <em>sound<\/em> che pur rimandando ai tanto amati modelli americani assimila alcuni elementi propri del miglior cantautorato nostrano, con un\u2019evidente richiamo, in pi\u00f9 passaggi, a Lucio Battisti.<\/p>\n<p>A supportare Anelli in quest\u2019impresa, i Chemako, formazione pavese di area blues, che dimostra in questo album la propria capacit\u00e0 di andare oltre i confini del genere con le chitarre di Gianfranco Scala che fungono da elemento trainante del suono e la sezione ritmica \u2013 <strong>Stefano Bertolotti <\/strong>alla batteria e Roberto Re e Mario Spampinato ad alternarsi al basso nei singoli brani \u2013 a dar prova di duttilit\u00e0 adattandosi ai diversi umori delle composizioni.<\/p>\n<p>Diversi gli episodi meritevoli di essere citati, a partire dal commosso omaggio alla figura paterna di <em>La Strada di mio Padre<\/em>, con le chitarre acustiche che si stagliano su un sommesso ritmo elettronico, mentre <em>Io lavoro per i tuoi sogni<\/em> ripesca l\u2019andamento ipnotico di certe cavalcate tipiche di Mr Neil Young, in particolare nella lunga coda strumentale.<\/p>\n<p>Chitarre in grande evidenza anche ne <em>La Scelta di Bianca<\/em>, in cui fanno la comparsa ai cori Evasio Muraro (presente anche in un altro paio di brani del disco) e Lakettra Knowles, mentre le succitate reminiscenze battistiane appaiono particolarmente evidenti in <em>Sono Sempre nei Guai.<\/em><\/p>\n<p>Perfette sintesi delle diverse anime della musica di Anelli, appaiono invece\u00a0<em>Vorrei Vederti Libera\u00a0<\/em>e<em>Ballata contro il tempo<\/em>, contraddistinta da un ritornello di presa immediata e, ancora una volta, dal grande lavoro delle chitarre.<\/p>\n<p>Piace anche <em>Lettera dal finestrino (Ticino)<\/em>, ispirata ad una poesia di Alessandro Reali, con le chitarre elettriche e l\u2019armonica a bocca di Michele Anelli ad accompagnare la melodia che si apre in un ritornello di presa immediata.<\/p>\n<p>Chiude il disco, nel miglior dei modi, <em>Sparare Cantando<\/em>, delicata ballata folk anch\u2019essa impreziosita dagli interventi all\u2019armonica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<blockquote>\n<div style=\"text-align: justify;\">BUSCADERO &#8211; Aprile 2014 &#8211; di Gianni Zuretti<\/div>\n<\/blockquote>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I CHEMAKO di Gianfranco Scala, dopo tanto blues, stanno cercando una nuova strada, o forse \u00e8 meglio dire che amano sperimentare, e probabilmente questo \u00e8 il percorso che la musica contemporanea deve percorrere per impedirle di finire nell\u2019oblio della reiterazione di se stessa; <\/span><b><span style=\"color: #000000;\">Michele Anelli<\/span><\/b><span style=\"color: #000000;\">, per vent\u2019anni front man dei Groovers, rock band dall\u2019imprinting springsteeniano, quando non era ancora lo standard modaiolo su cui pare ormai cimentarsi, sta riposizionando la propria scrittura verso territori per lui inesplorati, quelli del rock italiano d\u2019autore. Le due anime si sono incontrate per questo disco omonimo, due realt\u00e0 apparentemente abbastanza lontane tra loro che trovano la sintesi perfetta per un disco dal sapore inatteso che suscita, fin dal primo ascolto, una curiosit\u00e0 imprevista. Le canzoni sono maledettamente buone, i testi in italiano sono di spessore, gli arrangiamenti avvincenti, a tratti davvero entusiasmanti, poggiano su una sezione ritmica, Bertolotti (drums), Re e spampinato (bass), navigata, fantasiosa e piaciona, le chitarre di Scala e anelli girano a mille con grinta e \u201cvariet\u00e0 floreale\u201d costituita da riff e soli pregevoli ai quali French ci ha ormai abituato. La voce di Michele sorprende in quanto, costretta a modularsi per piegare l\u2019idioma ed adattarlo alla metrica di un rock stradaiolo, sa trasformare alcuni limiti di potenza, che potrebbero normalmente rappresentare un gap, in un asso nella manica; praticamente sta a met\u00e0 tra Battisti e Young e strofa dopo strofa diventa una compagna di viaggio davvero piacevole. <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Io lavoro per i tuoi sogni<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">, ha l\u2019andamento rotolante e rimbalzante di una ballata rock Younghiana, con tanto di coda chitarristica acida e sferzante, <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">La scelta di Bianca <\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00e8 la pi\u00f9 cantautoriale del lotto, si presenta armonica e leggera come una piuma, vede la presenza di un compagno di mole battaglie Evasio Muraro, ai cori anche in altri brani, e di Lakeetra Knowles alla strofa in inglese, sono superbi i ricami di French all\u2019elettrica. <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Vorrei vederti libera <\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">richiama Battisti mentre <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Ballata contro il tempo<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> \u00e8 un brano intenso \u201c\u2026<\/span><i><span style=\"color: #000000;\">alzo i pugni contro il tempo per chi come noi tempo non ha\u2026\u201d<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">, un inno amaro sul tempo perduto che per\u00f2 alla fine apre alla speranza di un tempo ritrovato, questo \u00e8 forse il punto pi\u00f9 alto di scrittura del disco. Ma ci sono altre frecce nell\u2019arco della band come le rock song <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Sono sempre nei guai<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> e <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Uomi e polvere<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">. In conclusione questo \u00e8 un buon album di rock d\u2019autore italiano con cui non sappiamo se Michele Anelli inaugura un nuovo percorso oppure se, pi\u00f9 semplicemente, si \u00e8 preso il tempo per una gita nelle campagne che portano a Pavia per incontrare nuovi amici, fatto sta che il sodalizio con i Chemako pare funzionare davvero bene.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele Anelli &amp; Chemako &#8211; <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #970505;\"><a href=\"http:\/\/www.rootshighway.it\/italy\/anelli.htm\">http:\/\/www.rootshighway.it\/italy\/anelli.htm<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">(Fabio Cerbone)<\/h5>\n<\/blockquote>\n<div style=\"text-align: justify;\">In tempi non sospetti &#8211; e anche parecchio pionieristici &#8211; i Groovers hanno solcato\u00a0 il terreno della canzone roots rock americana, in qualche modo anticipando o facendo\u00a0 strada a quella scena che oggi ci piace orgogliosamente pensare di avere in parte\u00a0 alimentato su queste pagine. Di quell&#8217;esperienza le canzoni e la figura di<b> Michele Anelli<\/b> hanno sempre rappresentato il punto di riferimento principale,\u00a0 tanto che, chiusa la storia del gruppo quattro anni fa con un progressivo mutamento\u00a0 nel loro sound (gli ultimi lavori avevano abbracciato una attitudine pi\u00f9 &#8220;indie\u00a0 rock &#8221; in certe soluzioni), era lecito attendersi da lui una mossa nuova, che\u00a0 potesse ripartire da zero. <i><b><\/b><\/i><\/div>\n<p>Michele Anelli &amp; Chemako \u00e8 la\u00a0 risposta e pare di poter dire convincente, anche se fattibile di ulteriori aggiustamenti\u00a0 di rotta. Innanzi tutto perch\u00e9 con coraggio prova a scoprirsi con la lingua italiana\u00a0 (terreno comunque non inedito per Anelli, che lo aveva affrontato nelle sue numerose\u00a0 indagini sui canti di Resistenza), insidioso cambio per chi per tanto tempo ha\u00a0 pensato e scritto in inglese, in secondo luogo perch\u00e9 sancisce l&#8217;incontro artistico\u00a0 con il combo dei Chemako, la cui esperienza in campo rock blues e di roots music\u00a0 (con Fabrizio Poggi e titolari di un interessante album omonimo) tiene insieme\u00a0 i fili con il passato e allo stesso tempo offre una nuova chiave di lettura al\u00a0 repertorio di Michele Anelli. La mescolanza cos\u00ec di rock&#8217;n&#8217;roll tradizionalista,\u00a0 ballate d&#8217;autore e persino un briciolo di soul tra le righe (anche abbastanza\u00a0 evidente in episodi come <span style=\"color: #006666;\"><i>Marylin<\/i><\/span> e <i>Resister\u00f2<\/i>)\u00a0 ha sortito un discreto effetto sulla musica di Anelli, il quale resta fieramente\u00a0 ancorato alla sua storia di lotta e di sensibilit\u00e0 sociale (la citata <i>Resister\u00f2<\/i>,\u00a0 <span style=\"color: #006666;\"><i>Uomini e Polvere<\/i><\/span>, dal titolo &#8220;steinbeckiano&#8221;\u00a0 <i>Sparare cantando<\/i>, nel segno dell&#8217;amato Woody Guthrie, anche nell&#8217;arrangiamento\u00a0 folk) ma questa volta declinandola con spazi pi\u00f9 diluiti, con uno sguardo pi\u00f9\u00a0 maturo.<\/p>\n<p>L&#8217;unione con i Chemako sembra funzionare soprattutto negli episodi\u00a0 pi\u00f9 riflessivi: <span style=\"color: #006666;\"><i>La strada di mio padre<\/i><\/span>, ad\u00a0 esempio, soffusa nel canto, con un interessante arrangiamento ritmico (i loop\u00a0 del produttore e batterista Stefano Bertolotti), cos\u00ec come <span style=\"color: #006666;\"><i>Ballata\u00a0 contro il tempo<\/i><\/span>, arricchita dai cori dell&#8217;amico e vecchio collaboratore\u00a0 nei Groovers Evasio Muraro; o ancora i riverberi chitarristici (l&#8217;ottimo Gianfranco\u00a0 Scala) e gli orizzonti desert rock che avvolgono <span style=\"color: #006666;\"><i>Io lavoro\u00a0 per i tuoi sogni<\/i><\/span>. Diversamente sembrano chiedere uno sforzo in pi\u00f9\u00a0 proprio quei momenti in cui torna la voglia di fare rock e di liberare l&#8217;elettricit\u00e0:\u00a0 <i>Vorrei vederti libera<\/i> e <i>Andare oltre<\/i> appaiono forse pi\u00f9 prevedibili\u00a0 per chi conosce a fondo il percorso di Anelli. Meglio semmai insistere sull&#8217;immediatezza\u00a0 pop di <span style=\"color: #006666;\"><i>Sono sempre nei guai<\/i><\/span>, avviluppata tra\u00a0 chitarre dalle timbriche calde e vintage (in tutto il disco, ottimamente prodotto),\u00a0 tanto quanto <span style=\"color: #006666;\"><i>La scelta di Bianca<\/i><\/span>, nel finale\u00a0 attraversata dal canto blues dell&#8217;ospite Lakeetra Knowles.<\/p>\n<p>Attendiamo\u00a0 a questo punto di vedere maturare ulteriormente dal vivo queste canzoni, che appaiono\u00a0 come un viatico per una nuova, diversa stagione musicale di Michele Anelli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>is still rock&#8217;n&#8217;roll to me<\/strong> <a title=\"Enzo Curelli Blog\" href=\"http:\/\/enzocurelli.blogspot.it\/2014\/05\/recensione-michele-anelli-chemako.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Enzocurelli+%28enzo.curelli%29\" target=\"_blank\">http:\/\/enzocurelli.blogspot.it\/2014\/05\/recensione-michele-anelli-chemako.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Enzocurelli+%28enzo.curelli%29<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>RECENSIONE: <strong> MICHELE ANELLI &amp; CHEMAKO <\/strong> (Enzo Curelli)<\/p>\n<div class=\"post-header\"><\/div>\n<div id=\"post-body-589504077898663919\" class=\"post-body entry-content\">\n<div class=\"separator\" style=\"text-align: center; clear: both;\"><\/div>\n<p><strong>MICHELE ANELLI\u00a0 &amp; CHEMAKO<\/strong> <em>Michele Anelli &amp; Chemako<\/em> (UltraSoundRecords\/IRD, 2014)<\/p>\n<p>La storia musicale di <strong>Michele Anelli<\/strong> \u00e8 indissolubilmente legata ai Groovers (prima ancora con gli Stolen Cars), pioneristico -bench\u00e9 tutto inizi\u00f2 solo nel 1989- combo piemontese, tra i prime movers nel tracciare una strada tutta italiana al rock&#8217;n&#8217;roll &#8220;proletario&#8221; a stelle e strisce\u00a0di Bruce Springsteen, John Mellencamp, Steve Earle\u00a0ma anche di gruppi come Del Fuegos, Del Lords, Green On Red\u00a0e perch\u00e9 no, continuare su quella\u00a0via indicata dai connazionali Rocking Chairs, The Gang\u00a0solo qualche anno prima, fino a svilupparsi, con il tempo,\u00a0verso territori cari alla nuova scena alt-country (Uncle Tupelo,\u00a0Wilco) distaccandosi da paragoni che iniziavano ad essere anche pesanti e limitanti.\u00a0I Groovers non ci sono pi\u00f9 da quattro anni, ma Anelli non ha abbandonato quella strada, l&#8217;ha semplicemente indirizzata verso altre mete -la scrittura, l&#8217;impegno sociale-dimostrando coraggio e rischiando senza paura di sorta: l&#8217;italiano con tutte le sue complicazioni\u00a0linguistiche (da adattare al rock) ha preso il posto dell&#8217;inglese, la band pavese <strong>Chemako<\/strong> (nome preso dall&#8217;amato fumetto\u00a0Ken Parker)\u00a0lo accompagna e garantisce la continuit\u00e0 con i suoni rock del passato, senza intaccare la strada cantautorale come dimostrano\u00a0il blues da strada e territorio di <em>Lettera Dal Finestrino<\/em> <em>(Ticino)<\/em> e il folk della finale<em> Sparare Cantando. <\/em>Lestorie da raccontare non mancano, apparentemente intime e personali (<em>La Strada Di Mio Padre<\/em>) ma che riescono\u00a0a coinvolgere seguendo l&#8217;esempio dell&#8217;amico di lunga data <strong>Evasio Muraro<\/strong>, cantautore entrato anche nell&#8217;ultima incarnazione dei vecchi Groovers, nel breve progetto Flamingo che li vedeva gemellati\u00a0e presenza gradita ai cori in alcune tracce di questo &#8220;nuovo&#8221; esordio. Se oggi\u00a0il rock in italiano \u00e8 spesso legato a quei soliti nomi noti e certi nauseanti clich\u00e9 hipster dell&#8217;indie-rock, Michele Anelli cerca una via personale, tortuosa ma avvincente. Un matrimonio riuscito quello con i <strong>Chemako<\/strong>: mai invadenti ma con la capacit\u00e0 di lasciare il segno al momento giusto come avviene con il poderoso basso di\u00a0<strong>Roberto Re<\/strong>\u00a0che\u00a0fa partire la funkeggiante <em>Vorrei Vederti Libera<\/em>\u00a0 e le presenti chitarre di <strong>Gianfranco Scala<\/strong> e dello stesso Anelli che sanno o allungare nei grandi spazi come succede nella coda finale di <em>Io Lavoro Per I<\/em> <em>Tuoi Sogni<\/em>, dai tratti younghiani, ricamare come nel lento incedere alla Massimo Volume di <em>Ballata Contro Il Tempo,<\/em> ma anche affondare nel rock, nel blue collar tinto di bianco, rosso e verde di <em>Uomini e Polvere,<\/em> nella intensa e rockata <em>Andare Oltre.<\/em>\u00a0Completano la formazione: <strong>Stefano Bertolotti<\/strong> alla batteria, <strong>Mario Spampinato<\/strong> al basso e la cantante <strong>Lakeetra Knowles<\/strong>, seconda voce in<em> La Scelta di Bianca<\/em>.<br \/>\nManca forse la canzone traino in grado di far uscire il disco dal popolato e meraviglioso\u00a0&#8220;underground italiano che insegue l&#8217; America&#8221; in cui questo\u00a0album \u00e8\u00a0nato per\u00a0viaggiare, anche se le &#8220;battistiane&#8221; <em>Sono Sempre Nei Guai<\/em>\u00a0e <em>Vorrei Vederti Libera<\/em> potrebbe assumersi l&#8217;incarico ed uscirne vincenti. Non \u00e8 poi un male per chi sa ancora armarsi di curiosit\u00e0, ma la conferma dell&#8217;omogeneit\u00e0 artistica di un disco coraggioso-nel cassetto di Anelli da tempo- che supera la prova del (nuovo) debutto, aspettando di conoscere il suo destino all&#8217;interno della sua carriera.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.rockit.it\/recensione\/24968\/micheleanelli-michele-anelli-e-chemako 20\/10\/2014 di\u00a0 Angela Filippi Non mi soffermo a dire quali siano le influenze o a parlare di come sia nato questo lavoro e di chi abbia avuto la brillante idea. Certo l\u2019unione di Michele Anelli con i Chemako ha portato ad un bellissimo risultato, ad una produzione senza dubbio eccellente. 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